Domenica 21 Aprile 2019
Ti trovi nella Sezione:
News

Ultime 30 voci inserite
Data
  Sezione
    Genere
      Titolo

02/03/2017:
  Messaggi
    Gesù - Adorazione a Gesù Sacramentato
      Coraggio, figli miei!

09/03/2017:
  Messaggi
    Gesù - Adorazione a Gesù Sacramentato
      La vostra vita in Me

16/02/2017:
  Messaggi
    Gesù - Adorazione a Gesù Sacramentato
      Il grido della Giustizia

05/03/1944:
  Valtorta Maria
    L'Evangelo come mi è stato rivelato - Volume 01
      Volume 01 - Capitolo 017 - Pagine 100 – 109

25/01/2017:
  Messaggi
    Gesù - Adorazione a Gesù Sacramentato
      Si celebra il Male

13/01/2017:
  Messaggi
    Gesù - Adorazione a Gesù Sacramentato
      I peccati commessi con viltà

06/09/1944:
  Valtorta Maria
    L'Evangelo come mi è stato rivelato - Volume 01
      Volume 01 - Capitolo 015 - Pagine 094 – 096 - A conclusione del Prevangelo

29/01/1945:
  Valtorta Maria
    L'Evangelo come mi è stato rivelato - Volume 02
       Volume 02 - Capitolo 091 - Pagine 083 - 088 - Lezione ai Discepoli nell'uliveto presso Nazareth

28/01/1945:
  Valtorta Maria
    L'Evangelo come mi è stato rivelato - Volume 02
      Volume 02 - Capitolo 090 - Pagine 078 - 083 - L'arrivo dei Discepoli e Dei Pastori a Nazareth

27/01/1945:
  Valtorta Maria
    L'Evangelo come mi è stato rivelato - Volume 02
      Volume 02 - Capitolo 089 - Pagine 071 - 078 - Commiato da Giona

26/01/1945:
  Valtorta Maria
    L'Evangelo come mi è stato rivelato - Volume 02
      Volume 02 - Capitolo 088 - Pagine 066 - 071 - Visita al Pastore Giona

25/01/1945:
  Valtorta Maria
    L'Evangelo come mi è stato rivelato - Volume 02
      Volume 02 - Capitolo 087 - Pagine 063 - 066

03/12/2016:
  Messaggi
    Gesù - Adorazione a Gesù Sacramentato
      Roccia e sabbia

09/11/2016:
  Messaggi
    Gesù - Adorazione a Gesù Sacramentato
      Questo è ciò che piace al Signore

01/12/2016:
  Messaggi
    Gesù - Adorazione a Gesù Sacramentato
      I deserti di Gesù

24/01/1945:
  Valtorta Maria
    L'Evangelo come mi è stato rivelato - Volume 02
      Volume 02 - Capitolo 086 - Pagine 058 - 063 - L’incontro con il milite Alessandro

22/01/1945:
  Valtorta Maria
    L'Evangelo come mi è stato rivelato - Volume 02
      Volume 02 - Capitolo 085 - Pagine 052 - 058 - Con Simone Zelote al Tempio

21/01/1945:
  Valtorta Maria
    L'Evangelo come mi è stato rivelato - Volume 02
      Volume 02 - Capitolo 084 - Pagine 046 - 052 - Incontro con Lazzaro a Betania

20/01/1945:
  Valtorta Maria
    L'Evangelo come mi è stato rivelato - Volume 02
      Volume 02 - Capitolo 083 - Pagine 040 - 046 - Gesù soffre a causa di giuda

19/01/1945:
  Valtorta Maria
    L'Evangelo come mi è stato rivelato - Volume 02
      Volume 02 - Capitolo 082 - Pagine 034 - 040 - A Gerico - Iscariota gioielli Aglae

18/01/1945:
  Valtorta Maria
    L'Evangelo come mi è stato rivelato - Volume 02
      Volume 02 - Capitolo 081 - Pagine 028 - 034 - Al guado del Giordano con Simeone - giovanni e Mattia

15/01/1945:
  Valtorta Maria
    L'Evangelo come mi è stato rivelato - Volume 02
      Volume 02 - Capitolo 079 - Pagine 011 - 017 - Andando dai Pastori

31/10/2016:
  Messaggi
    Gesù - Adorazione a Gesù Sacramentato
      Gesù ci consola

14/07/2016:
  Messaggi
    Piccole Luci - Catechesi
      Vangelo Secondo Giovanni - 6,16-21 - Gesù raggiunge i Discepoli, camminando sul mare.

17/01/1945:
  Valtorta Maria
    L'Evangelo come mi è stato rivelato - Volume 02
      Volume 02 - Capitolo 080 - Pagine 017 - 028 - Con tre Apostoli sul Monte del Digiuno

17/10/2016:
  Messaggi
    Gesù - Adorazione a Gesù Sacramentato
      Grande Avvertimento

24/07/1945:
  Valtorta Maria
    L'Evangelo come mi è stato rivelato - Volume 04
      Volume 04 - Capitolo 228 - Pagine 014 - 018 - In barca verso Betsaida, dove Marziam viene affidato a Porfirea.

23/07/1945:
  Valtorta Maria
    L'Evangelo come mi è stato rivelato - Volume 04
      Volume 04 - Capitolo 227 - Pagine 013 - 014 - Un episodio incompiuto

22/07/1945:
  Valtorta Maria
    L'Evangelo come mi è stato rivelato - Volume 04
      Volume 04 - Capitolo 226 - Pagine 011 - 013 - Un buon segno da Maria di Magdala - Morte del vecchio Ismaele.

07/09/1945:
  Valtorta Maria
    L'Evangelo come mi è stato rivelato - Volume 04
      Indice - Volume 04 - Capitoli Da 160 - A 225

News Volume 02 - Capitolo 091 - Pagine 083 - 088 - Lezione ai Discepoli nell'uliveto presso Nazareth

Documento senza titolo
Maria VALTORTA

PRIMO ANNO DELLA VITA PUBBLICA DI GESÙ

Volume 02 - Capitolo 091 – 083 - 088

LEZIONE AI DISCEPOLI NELL’ULIVETO PRESSO NAZARETH

 

 

29 Gennaio 1945


Vedo Gesù con Pietro, Andrea, Giovanni, Giacomo, Filippo, Tommaso, Bartolomeo, Giuda Taddeo, Simone e Giuda Iscariota e il Pastore Giuseppe, uscire dalla sua casa e andare fuori Nazareth, ma nelle immediate vicinanze, sotto un folto d'ulivi.

Dice:

“Venite a Me, intorno.
In questi mesi di presenza e di assenza, Io vi ho pesati e studiati.
Vi ho conosciuti ed ho conosciuto, con esperienza d'uomo, il Mondo.

Ora, Io ho deciso di mandarvi nel Mondo.
Ma, prima, devo ammaestrarvi per rendervi capaci di affrontare il Mondo con la dolcezza e la sagacia, la calma e la costanza, con la coscienza e la scienza della vostra Missione.

Questo tempo di furore solare, che vieta ogni lunga peregrinazione per la Palestina, sarà usato da Me per la vostra istruzione e formazione di Discepoli.

Come un musico, ho sentito ciò che in voi è discorde e vengo a mettervi in nota per l'Armonia Celeste, che dovete trasmettere al Mondo, in mio Nome.

Trattengo questo figlio (e accenna Giuseppe) perché delego a lui l'incarico di portare ai suoi compagni le mie Parole, perché anche là si formi un nucleo valido che Mi annunci non con il solo annuncio del mio Essere, ma con le più essenziali caratteristiche della mia Dottrina.

Per prima cosa vi dico che è assolutamente necessario, in voi, Amore e Fusione.

Cosa siete voi?

Uomini di ogni classe sociale, e di ogni età, e di ogni luogo.
Ho preferito prendere coloro che sono vergini di Dottrine e Cognizioni, perché più facilmente in essi penetrerò con la mia Dottrina, ed anche perché - essendo voi destinati ad Evangelizzare coloro che saranno nell'assoluta ignoranza del Dio Vero - voglio che, ricordando la loro primitiva ignoranza di Dio, non ne abbiano sdegno e con pietà li ammaestrino, ricordando con quanta pietà Io li ho ammaestrati.

Io sento in voi un'obbiezione:
“Noi non siamo dei pagani, anche se senza cultura intellettuale".
No.
Non lo siete.
Ma non solo voi, sibbene anche quelli che fra voi rappresentano i dotti ed i ricchi, siete avvolti in una Religione che, snaturata per troppe ragioni, di Religione non ha che il nome.
In verità, vi dico che molti sono coloro che si gloriano di essere figli della Legge.
Ma di essi otto parti su dieci non sono che idolatri che hanno confuso fra nebbie di mille piccole religioni umane la vera, santa, eterna Legge del Dio di Abramo, Isacco, Giacobbe.
Perciò, guardandovi l'un l'altro, tanto voi pescatori umili e senza cultura, come voi che siete mercanti o figli di mercanti, ufficiali o figli di ufficiali, ricchi o figli di ricchi, dite:
“Siamo tutti uguali.
Tutti abbiamo le stesse manchevolezze e tutti abbisognamo dello stesso ammaestramento.

Fratelli, nei difetti personali o nazionali, dobbiamo d'ora in poi divenire fratelli nella conoscenza della Verità e nello sforzo di praticarla".

Ecco: fratelli. Voglio che tali vi chiamiate e tali vi vediate.
Voi siete come una famiglia sola.
Quando è che una famiglia prospera e il Mondo l'ammira?
Quando è unita e concorde.

Se un figlio diviene nemico dell'altro, se un fratello nuoce all'altro, può mai la prosperità di quella famiglia durare?
No.
Invano il padre di famiglia si sforza a lavorare, a spianare le difficoltà, ad imporsi al Mondo.
I suoi sforzi restano senza riuscita, perché i Beni si sgretolano, le difficoltà aumentano, il Mondo deride per questo stato di lite perpetua, che spezzetta cuore e sostanze, che unite erano potenti contro il Mondo, in un mucchietto di piccoli, piccoli interessi contrari, di cui si approfittano i nemici della famiglia per sempre più accelerarne la rovina.

Così non sia mai di voi.
Siate uniti.
Amatevi.
Amatevi per aiutarvi.
Amatevi per insegnare ad amare.
Osservate.
Anche ciò che ci circonda ci insegna questa grande forza.

Guardate questa tribù di formiche, che accorre tutta verso un luogo.
Seguiamola.
E scopriremo la ragione del loro non inutile accorrere verso un punto ...

Ecco qua.
Questa loro piccola sorella ha scoperto, con i suoi organi minuscoli e a noi invisibili, un grande tesoro sotto questa larga foglia di radicchio selvatico.
É un pezzo di midolla di pane, forse caduta ad un contadino qui venuto a curare i suoi ulivi, a qualche viandante che ha sostato in quest'ombra, mangiando il suo cibo, o ad un bambino festoso sull'erba fiorita.

Come poteva, da sola, trascinare nella tana questo tesoro, mille volte più grosso di lei?
Ed, ecco, ha chiamato una sorella e le ha detto:
"Guarda.
E corri, presto, a dire alle sorelle che qui c'è cibo per tutta la tribù e per molti giorni.
Corri prima che scopra questo tesoro un uccello e chiami i suoi compagni e lo divorino".

E la formichina è corsa, anelante per asperità di terreno, su, giù per ghiaie e steli sino al formicaio e ha detto:

"Venite.
Una di noi vi chiama.
Ha trovato per tutte.
Ma da sola non può portarlo qui.
Venite".

E tutte, anche quelle che, già stanche di tanto lavoro fatto per tutto il giorno, riposavano per le gallerie della tana, sono corse; anche quelle che stavano ammucchiando le provviste nelle celle di ammasso.

Una, dieci, cento, mille ...
Guardate ...
Afferrano con le branche, sollevano, facendo del loro corpo carretto, strascicano puntando le zampine al suolo.

Questa cade ... l'altra, là, quasi si storpia perché la punta del pane la inchioda in un rimbalzo fra la sua estremità e un sasso; questa ancora, così piccina, una giovinetta della tribù, si ferma spossata ... ma pure, ecco, ripreso fiato, riparte.

Oh! Come sono unite!
Guardate:
ora il pezzo di pane è tutto abbracciato da esse e va, va, lentamente, ma va.
Seguiamolo ...
Ancora un poco, piccole sorelle, ancora un poco e poi la vostra fatica sarà premiata.
Non ne possono più.
Ma non cedono.
Riposano e poi ripartono ...
Ecco, raggiunto il formicaio.

E ora?
Ora, al lavoro, per recidere in briciole la grossa mollica.
Guardate che lavoro!
Chi taglia e chi trasporta ...
Ecco, finito.
Ora, tutto è in salvo e, felici, esse scompaiono dentro quella crepa, giù per le gallerie.
Sono formiche.
Null'altro che formiche.
Eppure sono forti, perché unite.
Meditate su questo.

Avete nulla da chiedermi?”.

“Io vorrei chiederTi: ma in Giudea non ci torniamo più?” - chiede Giuda Iscariota.

“E chi lo dice?”.
“Tu, Maestro.
Hai detto di preparare Giuseppe perché istruisca gli altri in Giudea!
Tanto te ne sei avuto a male da non tornare più là?”.

“Che ti hanno fatto in Giudea?” - chiede Tommaso curioso; e Pietro, veemente, nello stesso tempo:

“Ah! Allora avevo ragione a dire che eri tornato sciupato.
Che ti hanno fatto i "perfetti" in Israele?”.

“Nulla, amici.
Nulla di più di quanto troverò anche qui.
Girassi tutta la Terra, avrò da per tutto amici mescolati ai nemici.
Ma, Giuda, Io ti avevo pregato di tacere ...”.

“Vero, ma ...
No, non posso tacere quando vedo che Tu preferisci la Galilea alla mia Patria.
Sei ingiusto, ecco.
Anche là hai avuto onori ...”.

“Giuda! Giuda ...
Oh! Giuda.
Tu sei ingiusto in questo rimprovero.
E da te ti accusi, lasciandoti prendere dall'ira e dall'invidia.
Io mi ero industriato a far conoscere solo il Bene ricevuto nella tua Giudea, e senza mentire, avevo potuto, con gioia, dire questo Bene per farvi amare, voi di Giudea.
Con gioia.
Perché, per il Verbo di Dio, non esiste separazione di Regioni, antagonismi, inimicizie, diversità.

Vi amo tutti, o uomini.
Tutti ...
Come puoi dire che preferisco la Galilea, quando ho voluto compiere i primi Miracoli e le prime Manifestazioni sul Suolo Sacro del Tempio e della Città Santa e cara ad ogni Israelita?

Come puoi dire che faccio parzialità, se di voi undici Discepoli - ossia dieci, perché mio cugino è famiglia, non è amicizia - quattro sono Giudei?
E se vi unisco i Pastori, tutti Giudei, tu vedi di quanti di Giuda Io sono amico.

Come puoi dire che non vi amo se, Io che so, ho regolato l'andare in modo da dare il Nome mio ad un piccolo d'Israele e di raccogliere lo Spirito ad un Giusto d'Israele?

Come puoi dire che non vi amo, voi Giudei, se alla Rivelazione della mia Nascita e della mia preparazione alla Missione ho voluto due Giudei contro un solo di Galilea?
Mi rimproveri di ingiustizia.
Ma, esaminati, Giuda, e vedi se l'ingiusto non sei tu”.

Gesù ha parlato con maestà e dolcezza.
Ma, anche non avesse detto di più, sarebbero bastati i tre modi come ha detto:
“Giuda»” - all'inizio del discorso, per dare una grande lezione.
Il primo “Giuda” era detto dal Dio Maestosono, che richiama al rispetto, il secondo dal Maestro che insegna con Dottrina già paterna, il terzo era preghiera di amico addolorato dal modo dell'amico.

Giuda ha chinato il capo, mortificato, ancora iracondo, reso brutto dal suo affiorare di bassi sentimenti.

Pietro non sa tacere.

“E almeno chiedi perdono, ragazzo.
Se ero io al posto di Gesù, non te la cavavi con delle parole!
Altro che ingiusto!
Sei senza rispetto, bel signorino!
É così che vi educano quelli del Tempio?
O sei tu non educabile?
Perché, se sono loro ...”.

“Basta, Pietro.
Ho detto Io quanto era da dire.
Anche da questo vi darò domani ammaestramento.
E ora, ripeto a tutti quanto avevo detto a questi in Giudea: non dite a mia Madre che suo Figlio fu maltrattato dai Giudei.
Già è tutta accorata per aver intuito che ho pena.
Rispettate mia Madre.
Vive nell'ombra e nel silenzio.
Attiva solo in virtù ed orazione per Me, per voi, per tutti.

Lasciate che le luci fosche del Mondo e le aspre contese restino lungi dal suo asilo fasciato di riserbo e di purezza.
Non mettete neppur l'eco dell'odio dove tutto è Amore.
RispettateLa.
Ella è coraggiosa più di Giuditta, e lo vedrete.
Ma non forzateLa, prima dell'ora, a gustare la feccia che sono i sentimenti dei disgraziati del Mondo.

Di coloro che non sanno neppur rudimentalmente cosa è Dio e Legge di Dio.
Quelli di cui vi parlavo in principio: gli idolatri che si credono sapienti di Dio e che perciò uniscono idolatria a superbia.

Andiamo”.

E Gesù si avvia di nuovo verso Nazareth.