Mercoledì 19 Dicembre 2018
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Padri e Dottori della Chiesa

DENOMINAZIONE DEI PADRI E DEI DOTTORI DELLA CHIESA

I primi “Dottori della Chiesa”

Da sinistra a destra:
Sant’Agostino – San Gregorio – San Girolamo – Sant’Ambrogio

Pala d’Altare del 1516 di Pier Francesco SACCHI, detto il Pavese
Museo del Louvre - Parigi


Con la denominazione di “Padri della Chiesa”, la Santa Chiesa Cattolica ed Apostolica di Roma ha voluto far conoscere gli Scrittori, Filosofi, Teologi, Santi, Sante, Vescovi, Cardinali, Papi, Presbiteri, Patriarchi, Abati, Suore, Badesse, Predicatori, Martiri… la cui base culturale era imperniata sulla profonda conoscenza della Cristianità, dei Testi o Scritti Sacri, e che con i loro studi e considerazioni hanno giovato tantissimo alla Dottrina della Chiesa medesima, apportando un contributo notevole di Sapienza, di Discernimento, di vera Cultura Cristiana e una forte Spiritualità alle Generazioni future.

Principalmente, i “Padri della Chiesa” hanno preso in considerazione soprattutto gli Scritti e gli Insegnamenti della Sacra Bibbia, come i Vangeli, gli Atti e gli Scritti degli Apostoli, i Salmi e, in aggiunta, anche tutti quegli Insegnamenti provenienti dalla Chiesa stessa e dai suoi numerosi Concili Ecumenici che si sono succeduti nei Secoli.

Tutto ciò che questi Personaggi religiosi hanno approfondito e poi scritto, ha una definizione ben precisa e inconfondibile: “Letteratura o Dottrina Patristica”.

Ai “Padri della Chiesa”, che più di tutti gli altri si sono distinti per i loro Trattati Mistici e Teologici, per le loro Doti, per la Fede, per la Cultura, l’Autorevolezza e, in particolar modo, per l’illuminazione dottrinale e teologica cattolica, venne attribuito loro anche il Titolo di “Dottori della Chiesa”.

I “Padri della Chiesa”, senza tanti giri di parole, utilizzarono dei canoni, delle forme, dei modelli, per insegnare agli altri e convincerli seriamente di ciò che le Sacre Scritture, riconosciute come ispirazioni provenienti da Dio, contenevano in tema di principi fondamentali del pensare… relativi alla Fede, e dell’agire… riguardo la Morale.

Sant’Agostino, uno dei più grandi “Dottori della Chiesa”, così scrive:

“Per l’esposizione delle Scritture, ci sono delle norme che, a quanto mi sembra, possono essere presentate validamente a chi si dedica al loro studio.
Con esse, lo studioso potrà ricavare profitto non solo dalla lettura di quel che scopersero altri nei Passi oscuri delle Sacre Lettere, ma egli stesso potrà diventare interprete per altri ancora.
Mi sono, pertanto, deciso a comporre questa trattazione per coloro che vogliono e sono in grado di apprendere tali Norme e, mi auguro, che Dio, nostro Signore, non mi neghi, nello scrivere, i Doni che è solito elargirmi, allorché penso a tale argomento” (Dottrina Cristiana, Prol. 1).

Faccio notare che esistono sfumature diverse tra un “Padre della Chiesa” e un suo consimile: ciò è dovuto al fatto che un certo numero di Testi Sacri possono aver subito una storia complessa nella traduzione, ma nonostante tutto, questa realtà non ha portato ad uno sconvolgimento del contenuto di questi Testi.
Per farsene un’idea ed una convinzione, è sufficiente leggere quello che hanno scritto i Quattro Evangelisti su un medesimo avvenimento, nel Nuovo Testamento: all’istante si evidenzia una dialettica personale dei fatti, ma alla fine la sostanza non cambia.

I “Padri” e i “Dottori della Chiesa” si possono ritenere un “filone” di saggia Esegesi, ovvero di studio e ricerca dei Libri e degli Scritti Sacri che alle varie Chiese Cristiane della Terra, in ogni tempo e luogo, non poteva venir meno, anche perché lo Spirito Santo, il Consolatore, lo Spirito d’Intelletto lasciatoci dal Signore, con la ricorrenza della Pentecoste, a cinquanta giorni dalla sua Morte di Croce, è sempre stato Presente nello Spirito e nella mente di Coloro che erano votati a far conoscere le Verità di Dio.


Piero FIORE