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Articoli Religiosi Il Sacerdote... si deve sposare? - Padre R. F.

IL SACERDOTE… SI DEVE SPOSARE?


Il Carisma della Vocazione Sacerdotale, rivolta al Culto Divino, al Servizio Religioso e Pastorale del Popolo di Dio, è distinto dal Carisma che induce alla scelta del celibato come stato di Vita Consacrata.

Certo, come ha dichiarato il Concilio Ecumenico Vaticano II, la verginità “non è richiesta dalla natura stessa del Sacerdozio, come risulta dalla prassi della Chiesa primitiva e dalla tradizione delle Chiese Orientali”, ma lo stesso Concilio non ha dubitato di confermare solennemente l’antica, sacra, provvidenziale vigente Legge del Celibato Sacerdotale, esponendo anche i motivi che la giustificano, per quanti sanno apprezzare, in Spirito di Fede e con intimo e generoso fervore, i Doni Divini.
Questi possono venire in migliore luce, non senza l’influsso dello Spirito Santo, da Cristo promesso ai suoi per la conoscenza delle cose.

Il Ministro di Cristo ed Amministratore dei Misteri di Dio - “Ognuno ci consideri come ministri di Cristo e amministratori dei misteri di Dio” (1 Cor. 4,1) - ha dunque in Lui anche il modello diretto e il supremo ideale - “Fatevi miei imitatori, come io lo sono di Cristo” (1 Cor. 11,1).

Il Signore Gesù, Unigenito di Dio, inviato dal Padre nel Mondo, si fece Uomo affinché l’Umanità, soggetta al peccato e alla morte, venisse rigenerata e, mediante un nascita nuova - “In verità, in verità ti dico, se uno non nasce da acqua e da Spirito, non può entrare nel regno di Dio” (Gv. 3,5); “Egli ci ha salvati non in virtù di opere di giustizia da noi compiute, ma per sua misericordia mediante un lavacro di rigenerazione e di rinnovamento nello Spirito Santo” (Tt. 3,5), entrasse nel Regno dei Cieli.

Consacratosi tutto alla Volontà del Padre - “Mio cibo è fare la volontà di colui che mi ha mandato e compiere la Sua opera” (Gv. 4,34); “Io ti ho glorificato sopra la terra, compiendo l’opera che mi hai dato da fare” (17,4) - Gesù compì, mediante il Suo Ministero Pasquale, questa nuova Creazione – “Quindi se uno è in Cristo, è una creatura nuova; le cose vecchie sono passate, ecco ne sono nate di nuove” (2 Cor. 5,17); “Non è, infatti, la circoncisione che conta, né la non circoncisione, ma l’essere nuova creatura” (Gal. 6,15) - introducendo nel tempo e nel Mondo una forma nuova, sublime, divina, di vita che trasforma la stessa condizione terrena dell’Umanità – “Non c’è più giudeo né greco; non c’è più schiavo né libero; non c’è più uomo né donna, poiché tutti voi siete uno in Cristo Gesù” (Gal. 3,28).

Cristo rimase per tutta la Sua Vita nello stato di verginità, che significa: la sua totale dedizione al servizio di Dio e degli Uomini.
Questa profonda connessione tra la verginità e il Sacerdozio in Cristo, si riflette in quelli che hanno la sorte di partecipare alla dignità e alla Missione del Mediatore e Sacerdote Eterno, e tale partecipazione sarà tanto più perfetta, quanto più il Sacro Ministro sarà libero da vincoli di carne e di sangue.

Gesù, che scelse i primi Ministri della salvezza e li volle introdotti all’intelligenza dei Misteri del Regno dei Cieli – “Perché a voi è dato di conoscere i misteri del Regno dei Cieli, ma a loro non è dato” (Mt. 13,11); “A voi è stato confidato il mistero del regno di Dio; a quelli di fuori, invece, tutto viene esposto in parabole” (Mc. 4,11); “A voi è dato conoscere i misteri del Regno di Dio, ma agli altri solo in parabole, perché vedendo, non vedano e udendo, non intendano” (Lc. 8,10) - cooperatori di Dio a specialissimo titolo, ambasciatori suoi – “Noi fungiamo quindi da ambasciatori per Cristo, come se Dio esortasse per mezzo nostro. Vi supplichiamo in nome di Cristo: lasciatevi riconciliare con Dio” (2 Cor. 5,20), e li chiamò amici e fratelli – “Non vi chiamo più servi, perché il servo non sa quello che fa il suo padrone; ma vi ho chiamati amici, perché tutto ciò che ho udito dal Padre l’ho fatto conoscere a voi” (Gv. 15,15); “Non mi trattenere, perché non sono ancora salito al Padre; ma va’ dai miei fratelli e dì loro: Io salgo al Padre mio e Padre vostro, Dio mio e Dio vostro” (20,17) - per i quali consacrò Sé Stesso, affinché fossero consacrati in verità – “Per loro io consacro me stesso, perché siano anch’essi consacrati nella verità” (Gv. 17,19) - promise sovrabbondante ricompensa a chiunque avrà abbandonato casa, famiglia, moglie e figli per il Regno di Dio – “In verità vi dico, non c’è nessuno che abbia lasciato casa o moglie o fratelli o genitori o figli per il Regno di Dio, che non riceva molto di più nel tempo presente e la vita eterna nel tempo che verrà” (Lc. 18,29-30).
Anzi, raccomandò anche, con parole dense di mistero e di attesa, una consacrazione ancora più perfetta del Regno dei Cieli con la verginità, in conseguenza di un particolare Dono – “Non tutti possono capirlo, ma solo coloro ai quali è stato concesso. Vi sono infatti eunuchi che sono nati così dal ventre della madre; ve ne sono alcuni che sono stati resi eunuchi dagli uomini, e vi sono altri che si sono fatti eunuchi per il regno dei cieli. Chi può capire, capisca” (Mt. 19,11-12).

La risposta a questo Divino Carisma ha come motivo il Regno dei Cieli – “Vi sono, infatti, eunuchi che sono nati così dal ventre della madre; ve ne sono alcuni che sono stati resi eunuchi dagli uomini, e vi sono altri che si sono fatti eunuchi per il Regno dei Cieli. Chi può capire, capisca” (Mt. 19,12) - e parimente (nello stesso modo) da questo Regno – “Che non riceva molto di più nel tempo presente e la vita eterna nel tempo che verrà” (Lc. 18,30) - dall’Evangelo – “In verità vi dico: non c’è nessuno che abbia lasciato casa o fratelli o sorelle o madre o padre o figli o campi a causa mia e a causa del Vangelo” (Mc. 10,29) - e dal nome di Cristo – “Chiunque avrà lasciato case, o fratelli, o sorelle, o padre, o madre, o figli, o campi per il mio Nome, riceverà cento volte tanto e avrà in eredità la Vita Eterna” (Mt. 19,29) - sono motivati gli inviti di Gesù alle ardue rinunzie apostoliche per una partecipazione più intima alla Sua sorte.

La scelta della verginità da parte dei Chiamati dal Signore Gesù, con l’intento di partecipare non soltanto al Suo Ufficio Sacerdotale, è anche dividere con Lui il suo stesso stato di vita.

La risposta alla Divina Vocazione è una risposta d’Amore all’Amore che Cristo ci ha dimostrato… in maniera sublime; perciò, la scelta del sacro celibato è sempre stata considerata dalla Chiesa, “quale segno e stimolo della carità”, segno di un Amore senza riserve, stimolo di una carità aperta a tutti.

Chi mai potrà dubitare della pienezza morale e spirituale di una vita così consacrata, non a un qualsiasi pur mobilissimo ideale, ma a Cristo e alla Sua opera per una Umanità nuova in tutti i luoghi e in tutti i tempi?

La verginità consacrata dei Sacri Ministri manifesta, infatti, l’Amore verginale di Cristo per la Chiesa e la verginale e soprannaturale fecondità di questo connubio, per cui i figli di Dio non sono generati dalla carne e dal sangue – “E questa è la testimonianza di Giovanni, quando i Giudei gli inviarono da Gerusalemme Sacerdoti e Leviti a interrogarlo: “Chi sei Tu? (Gv. 1,19).
Il Sacerdote, dedicandosi al servizio del Signore Gesù e del suo Mistico Corpo, nella completa libertà resa più facile dalla propria totale offerta, realizza in maniera più piena l’unità e l’armonia della sua vita sacerdotale.
Cresce in lui l’idoneità all’ascoltazione della Parola di Dio e alla preghiera.
Infatti, la Parola di Dio, custodita dalla Chiesa, suscita nel Sacerdote, che quotidianamente la medita, la vive e l’annunzia ai Fedeli, gli echi più vibranti e profondi.

Il sacerdote, nella quotidiana morte a tutto sé stesso, nella rinunzia all’Amore legittimo di una famiglia propria per Amore di Cristo e del Suo Regno, troverà la gloria di una vita in Cristo pienissima e feconda, perché come Lui e in Lui egli ama e si dà a tutti i figli di Dio.

Il Regno di Dio, che non è di questo Mondo“Il Mio Regno non è di questo Mondo; se il Mio Regno fosse di questo mondo, i miei servitori avrebbero combattuto perché non fossi consegnato ai Giudei; ma il Mio Regno non è di quaggiù” (Gv. 18,36) - è qui sulla Terra presente in mistero e giungerà alla sua perfezione con la venuta gloriosa del Signore Gesù.
Di questo Regno la Chiesa costituisce, quaggiù, il germe e l’inizio.
E mentre va lentamente, ma sicuramente crescendo, anela al Regno perfetto e con tutte le forze brama di unirsi con il suo Re nella Gloria.

Il nostro Signore e Maestro ha detto che “Alla risurrezione, infatti, non si prende né moglie né marito, ma si è come Angeli nel Cielo” (Mt. 22,30).

Nel mondo dell’uomo, per tanta parte impegnato nelle cure terrene e dominato assai spesso dai desideri della carne – “Perché tutto quello che è nel mondo, la concupiscenza della carne, la concupiscenza degli occhi e la superbia della vita, non viene dal Padre, ma dal Mondo” (1 Gv. 2,16) - il prezioso Dono Divino della perfetta continenza per il Regno dei Cieli costituisce, appunto, “un segno particolare dei beni celesti”, annunzia la presenza, sulla Terra degli ultimi tempi, della salvezza – “Questo vi dico, fratelli: il tempo ormai si è fatto breve; d’ora innanzi, quelli che hanno moglie, vivano come se non l’avessero; coloro che piangono, come se non piangessero e quelli che godono come se non godessero; quelli che comprano, come se non possedessero; quelli che usano del mondo, come se non ne usassero appieno: perché passa la scena di questo mondo!” (1 Cor. 7,29-31) - con l’avvento di un Mondo Nuovo e anticipa, in qualche modo, la consumazione del Regno, affermandone i valori supremi, che un giorno rifulgeranno in tutti i figli di Dio.

È, perciò, una testimonianza della necessaria tensione del Popolo di Dio verso l’ultima meta del pellegrinaggio terrestre ed incitamento per tutti a levare lo sguardo alle cose supreme, là dove Cristo siede alla destra del Padre e dove la nostra vita è nascosta con Cristo in Dio, finché si manifesterà nella Gloria – “Se dunque siete risorti con Cristo, cercate le cose di lassù, dove si trova Cristo assiso alla destra di Dio; pensate alle cose di lassù, non a quelle della terra.
Voi infatti siete morti e la vostra vita è ormai nascosta con Cristo in Dio!
Quando si manifesterà Cristo, la vostra vita, allora anche voi sarete manifestati con lui nella gloria” (Col. 3,1-4).

Sono un Sacerdote che ha sperimentato, nella sua vita, le grandi tentazioni della carne, ma che le ha vinte con l’aiuto di Dio.

Padre R. F.