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Articoli Religiosi Israele... la Storia infinita! - Padre Beppino CO'

ISRAELE… LA STORIA INFINITA!


La tensione, il pericolo in Israele… sembrano oramai essere arrivati all’apice, ma Israele di crisi ne ha viste e vissute così tante nella sua Storia che il suo Popolo non si perde d’animo, perché gli Ebrei praticanti conoscono a memoria queste parole del Profeta Geremia, che danno Loro una grande forza per resistere e sopravvivere.
Dice il Profeta Geremia:
“Ascoltate, Popoli, la parola del Signore, annunziatela alle isole più lontane e dite: ‘Chi ha disperso Israele lo raduna e lo custodisce come un pastore il suo gregge’” (Ger. 31,10).

In pratica, Dio dice che il “Suo Popolo” nessuno può cacciarLo dal Paese che Lui Gli ha dato: chi impedisce il Disegno di Dio, diventa nemico di Dio (come è successo altre volte nella Storia d’Israele).

Geremia ha scritto queste parole 2650 anni fa, eppure esse danno l’impressione di essere ancora molto attuali, per i tempi che corrono!
Israele può avere tutte le colpe che volete, ma siccome la Parola di Dio non si contraddice mai…:
“Lui Lo custodisce come fa un pastore con il gregge”.

     · Non dimentichiamoci una cosa molto importante e che troviamo scritta negli annali della Storia: l’ONU, nel 1948, proclamò lo Stato d’Israele, libero ed indipendente, quindi, se di errori politici-storici ve ne sono stati, è responsabilità e competenza dell’Assemblea dell’ONU, ovvero del Mondo intero, risolvere le attuali divergenze tra Israele e i Palestinesi.

Piaccia o non piaccia!

Ogni volta che, in Televisione, vedo quell’orribile scempio nel Paese che ha visto nascere, crescere e morire il Messia, non posso fare a meno di ripetermi:
“Chi ha disperso Israele, lo raduna”.

Nel Vangelo di Giovanni vi è la seguente affermazione straordinaria di Gesù, che sta parlando con la Samaritana:
“Voi adorate quel che non conoscete, noi adoriamo quello che conosciamo, perché la salvezza viene dai Giudei” (Gv. 4,22).
Per ogni Grazia spirituale, per ogni Dono dall’Alto che noi Cristiani riceviamo, dobbiamo ringraziare anche questo Popolo Ebreo, che è all’origine della nostra Fede.

Piaccia o non piaccia!

Davanti alla situazione tragica che vive questo Popolo, ogni giorno, io, comunque, ho già fatto la mia scelta: resto di sentinella, elevando a Dio la lode e l’intercessione, così salgo ad un livello superiore a tutte le chiacchiere, ai tanti incontri e scontri che si fanno da anni, a riunioni, a viaggi, a manifestazioni, a marce incensate da schieramenti politici, a sussurri e grida… il tutto per invocare la Pace per questo Paese.

Nella Bibbia è scritto, in modo chiaro, come alla luce del Sole, che ogni volta che Israele aveva dei problemi… “Gridava verso il Signore…”, che è, poi, una forma di Lode un po’ spinta al parossismo (all’esasperazione), ma sempre Lode è.
E quando il grido d’Israele aumentava tanto più d’intensità… Dio interveniva con maggior “Potenza”.

Sempre, nella Bibbia, nel Salmo 102,9-11, vi sono anche queste parole:
“Tutto il giorno mi insultano i miei nemici, furenti imprecano contro il mio nome. Di cenere mi nutro come di pane, alla mia bevanda mescolo il pianto, davanti alla tua collera e al tuo sdegno, perché mi sollevi e mi scagli lontano”.
Qui si entra nel cuore stesso della sofferenza di questo Popolo, che conosce bene questo Salmo:
“Tu, o Dio, mi sollevi e mi scagli lontano”.
È, forse, la sofferenza più grande del Popolo Ebreo, scelto da Dio.
Allora, quando Dio Lo aveva scelto, chi voleva conoscere il Vero Dio, andava a chiederLo a un Ebreo.
Chi voleva adorare il Vero Dio, andava a Gerusalemme.

Oggi, per misurare la sofferenza di questo Popolo, con tutto il rispetto anche dell’altro Popolo che abita, gomito a gomito, con Esso, basta guardare, per esempio, che cosa c’è sulla spianata dove si alzava, solenne, Secoli fa, il Tempio di Gerusalemme: una Moschea!
Si vuole, con grande pretesa e mancanza di rispetto anche verso le altre Chiese Cristiane e non, che si erigano Mosche a iosa, che si invochino preghiere islamiche ovunque, le quali sono divenute una pretesa, anche arrogante e vendicativa qualche volta, però il “Crocifisso” , simbolo di noi Cristiani, dà molto fastidio, soèrattutto a Loro, ma anche a gente di “casa nostra”.

Pensate, a Milano, in Viale Jenner, i Musulmani la fanno da “padroni”, occupando totalmente il marciapiede, per pregare, in direzione della Mecca e i cittadini, milanesi e non, devono invadere la strada per poter transitare liberamente nella propria città.
Provate voi, Cattolici Cristiani, a fare altrettanto su un marciapiede o su una via nei loro Paesi d’origine musulmana… vedrete cosa vi accadrà!
E questo lo si chiama rapporto inter-religioso ed ecumenismo?
Allora, come chiamate questa convivenza presuntuosa, arrogante, che vuole sopraffare tutto e tutti?
È questo ciò che insegna il Corano?

Io, che incontro molte persone che soffrono, spesso mi rendo conto che la sofferenza più dolorosa è quella di sentirsi rigettato da qualcuno, che prima ti amava.
Il Popolo Ebreo ne sa qualcosa:
“Tu, o Dio, mi sollevi e mi scagli lontano”.
Lontano, ma non per sempre, perché, ancora nel Salmo 102,13-15, vi sono anche queste parole bellissime e piene di significato:
“Ma Tu, Signore, rimani in eterno, il tuo ricordo per ogni Generazione. Tu sorgerai, avrai pietà di Sion, perché è tempo di usarle Misericordia: l’ora è giunta. Poiché ai tuoi servi sono care le sue pietre (il Tempio) e li muove a pietà la sua rovina”.

La sola soluzione, per Israele, é unicamente lì: NEL SIGNORE CHE L’HA SCELTO.

Molti non sono d’accordo con Dio… perché sembra che stia mettendo, finalmente, ordine nel Suo Popolo e restaurando tante rovine.
Costoro non sono d’accordo… perché pensano che Israele non meriti tutto questo.
Dio, però, non tiene conto dei nostri gusti.
E poi, chi di noi, quale Chiesa al Mondo, quale Aggregazione merita il favore di Dio?
Tutto quello che Lui fa è soltanto… DONO!

Nel Salmo 102,16-17, vi è l’espressione seguente, che è come un fulmine a ciel sereno:
“I Popoli temeranno il Nome del Signore e tutti i Re della Terra la tua Gloria, quando il Signore avrà ricostruito Sion e sarà apparso in tutto il suo Splendore”.
La ricostruzione di Sion (Gerusalemme) è evidente, oggi, in tutti i sensi.

Allora, che cosa vuole veramente Dio per questo Popolo che si è scelto?
Vuole un altro Popolo: io, tu, ognuno di noi, che Lo lodi, Lo preghi, perché finalmente sia data la Pace a Gerusalemme, che nella lingua di Gesù si chiama…

YER U SHALAM

ovvero

LA CITTÀ DELLA PACE

Sei d’accordo?

Padre Beppino CO’