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Articoli Religiosi Come un asino - Mons. Etchegaray

COME UN ASINO

 

Ricordo sempre, con immenso affetto, Padre Emiliano Tardiff, che amava definirsi:

“l’Asinello di Dio”

Ed era per questa profonda umiltà che il Signore compiva, attraverso di Lui, grandi meraviglie, perché amava quell’Uomo che, come “l’asinello di Gerusalemme”, lo portava con immensa gioia sulle spalle e lo faceva conoscere a tante e tante Creature.

C’è una bellissima storia su un asinello, in particolare, per cui ringraziamo Don Bruno Ferrero, che ci dà l’occasione di farvela conoscere… e questa vicenda rispecchia la vita di ciascuno di noi, che saremo beati, se diventeremo “ASINI”!

Io vado avanti... come un asino…

Sì, proprio come quell’animale che un Dizionario Biblico così descrive:
“L’asino della Palestina è molto vigoroso, sopporta il caldo, si nutre di cardi, ha una forma di zoccoli che rende molto sicuro il suo incedere (camminare con andatura solenne e maestosa), costa poco il mantenerlo.
I suoi soli difetti sono: la caparbietà e la pigrizia”.

Io vado avanti... come “quell’asino di Gerusalemme”... che, in quel giorno della Festa degli Ulivi, divenne la cavalcatura regale e pacifica del Messia.

Io non sono sapiente, ma una cosa so:
So di portare Cristo, sulle mie spalle, e la cosa mi rende più orgoglioso che essere Borgognone o Basco.

Io Lo porto, ma è Lui che mi guida:
Io credo in Lui, Lui mi guida verso il Suo Regno.

Chissà quanto si sente sballottato il mio Signore, quando inciampo contro una pietra!
Ma Lui non mi rinfaccia mai niente.

È così bello percepire quanto sia buono e generoso con me:
Mi lascia il tempo di salutare l’incantevole “asina di Balaan”, di sognare davanti a un campo di spighe, di dimenticarmi persino di portarLo.

Io vado avanti… in silenzio.

È strano quanto ci si capisca, anche senza parlare!
La Sua sola Parola, che io ho ben capito, sembra essere stata detta apposta per me:
“ Il mio giogo è facile da sopportare e il mio passo leggero” (Mt. 11,30).

Fede… di animale, come quando, una notte di Natale, allegramente portavo Sua Madre verso Betlemme!

Io vado avanti… nella gioia.

Quando voglio cantare le Sue Lodi, io faccio un “baccano del diavolo”:
Io canto… stonato.
Lui, allora, ride, ride di cuore, e il Suo riso trasforma le strettoie del mio vecchio cammino… in una pista da ballo e i miei pesanti zoccoli… in sandali alati.

Io vado avanti… come un asino... che porta Cristo sulle sue spalle.

Dio “pesa” come la felicità.


Mons. Etchegaray