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Articoli Religiosi Esaminarsi alla Luce della Parola di Dio - Card. Anastasio BALLESTRERO

ESAMINARSI ALLA LUCE DELLA PAROLA DI DIO


“Il seminatore uscì a seminare la sua semente. Mentre seminava, parte cadde lungo la strada e fu calpestata, e gli uccelli del cielo la divorarono.
Un’altra parte cadde sulla pietra e, appena germogliata, inaridì per mancanza d’umidità. Un’altra cadde in mezzo alle spine e le spine, cresciute insieme con essa, la soffocarono.
Un’altra cadde sulla terra buona, germogliò e fruttò cento volte tanto”.
Detto questo, esclamò: “Chi ha orecchi per intendere, intenda!” (Lc. 8,5-8).

La Parabola del Seminatore è una Parabola classica degli Evangelisti Sinottici (che sono Matteo, Marco, Luca, nei quali l’esposizione presenta uno svolgimento in gran parte parallelo).
Forse, è il primo Vangelo imparato, disegnato, raccontato, messo nel cuore e in mente a Scuola di Catechismo.

MI INTERROGO:
Abbiamo orecchi per intendere la Parola di Dio o sentiamo tante cose, ma non ascoltiamo Dio che parla?
Facciamo silenzio nel nostro cuore per permettere a Dio di parlare?
La mia meditazione è fine a sé stessa, oppure diventa preghiera sulla Parola?

Ed Egli disse:
“A voi è dato conoscere i Misteri del Regno di Dio, ma agli altri solo in Parabole perché, vedendo non vedano e, udendo, non intendano” (Luca 8,9-10).

Forse, come i Discepoli di Gesù, non intendo cosa Lui vuole dire, perché non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire.

MI INTERROGO:
Sono veramente convinto che Dio si è rivelato a me in Gesù?

Provo ad elencare i “Misteri del regno di Dio” (cfr. Lc. 16-18).

     · La tempesta sedata da Gesù.

“Un giorno, salì su una barca con i Suoi Discepoli e disse:
“Passiamo all’altra riva del lago”.


Presero il largo.
Ora, mentre navigavano, Egli si addormentò.
Un turbine di vento si abbatté sul lago, imbarcavano acqua ed erano in pericolo.

Accostatisi a Lui, lo svegliarono, dicendo:
“Maestro, Maestro, siamo perduti!”.

E Lui, destatosi, sgridò il vento e i flutti minacciosi; essi cessarono e si fece bonaccia.

Allora, disse loro:
“Dov’è la vostra Fede?”.

Essi, intimoriti e meravigliati, si dicevano l’un l’altro:
“Chi è dunque Costui che dà ordini ai venti e all’acqua e gli obbediscono?” (Luca 8,22-25).

Il brano inizia con l’invito di Gesù di passare “all’altra riva”, di “prendere il largo”.
Dobbiamo ripartire da Cristo nella Santità della vita, nella preghiera, nell’Eucaristia domenicale, nel Sacramento della Riconciliazione, nel primato della Grazia, nell’ascolto e annuncio della Parola.

L’esortazione “Duc in altum” ci accompagnerà nel “Nuovo Millennio che comincia”.
Gesù, poi, si addormenta: il sonno di Dio nella nostra vita!
I Discepoli invocano il Signore come “Maestro” e Gesù che invita ad aver Fede.

MI INTERROGO:
Quando c’è bisogno di “passare all’altra riva?”.
Quando c’è bisogno di prendere il largo nella mia vita?
Gesù ci chiede:
“Dov’è la vostra Fede?”.

ANCHE IO PROVO A DOMANDARMI:
“Dov’è la mia Fede?”.
In che cosa consiste la mia Fede: articoli imparati a memoria o atto di affidamento di tutta la mia vita al Signore?
Provo a mettere tutta la mia vita, con semplicità, di fronte al Signore?
Come sperimento “il sonno di Dio” nella mia Vita?
Perché Dio, a volte, non si sente, è assente?
O siamo noi assenti dalla Sua Presenza?


· Guarigione di un indemoniato geraseno in un paese pagano

Il brano è dei più “misteriosi” del Vangelo di Luca.

Sottolineo tre cose:
il nome Demonio - “Legione” -
la vicenda dei porci -
la frase di Gesù: “Torna a casa…”.

Oltre a conoscere il Nome di Dio, conosciamo anche il nome del Diavolo.
La vicenda dei porci, conclusa da “… molta paura”, per la gente.
Il Timore di Dio, non la paura, è un Dono dello Spirito Santo.

Gesù gli domandò (all’indemoniato):
“Qual è il tuo nome?”.

Rispose:
“Legione” - perché molti Demòni erano entrati in lui.

E lo supplicavano, che non ordinasse loro di andarsene nell’abisso.
Vi era là un numeroso branco di porci che pascolavano sul monte.
Lo pregarono che concedesse loro di entrare nei porci; ed Egli lo permise.
I Demòni uscirono dall’uomo ed entrarono nei porci e quel branco corse a gettarsi a precipizio, dalla rupe, nel lago e annegò.

La frase di Gesù:
“Torna a casa tua, dalla tua gente, dalla tua famiglia, e racconta il Magnificat della tua vita, perché di generazione in generazione la Sua Misericordia si stende su quelli che Lo temono!”.

MI INTERROGO:
Invoco il Nome di Dio e Lo prego con la Preghiera del cuore?
Mi ricordo del maligno?
Faccio qualcosa per non farmi tentare dalle molte Legioni?
Ho paura delle Opere di Gesù?
Perché e quando?


“Torna a casa e racconta quello che Dio ti ha fatto”: faccio la “Confessio Laudis” della mia vita? (cfr. Luca 8,26-39).


     · Guarigione di una donna emorroissa (che perde sangue) e risurrezione della figlia di Giàiro

È un brano comune ai Sinottici.
Gesù, dopo aver guarito l’indemoniato geraseno, è visto come Colui che fa Segni che inducono alla Fede.
Vediamoci la scena.
C’è Giàiro, che va a chiedere il miracolo per sua figlia.
Mentre va alla loro casa, Gesù viene bloccato dalla folla e guarisce una donna e, poi, risuscita la figlia di Giàiro.
Leggendo e leggendo ancora il testo, il “lait-motiv” - “motivo principale” mi sembra essere la Fede in Gesù, Figlio di Dio.

MI INTERROGO:
Sono in attesa d’incontrare Gesù, nella Parola, nei Sacramenti?
Come vengo salvato da Gesù?

Ancora una volta, vengo invitato da Gesù a non temere.
In queste vacanze, ho trovato un modo per esprimere la mia Fede?
Ho trovato un modo per essere Cristiano?
Dio non va in vacanza: mi sono trovato il tempo, la voglia, la possibilità di pregare, di stare tranquillamente con Dio in montagna, sulle spiagge?
Dio si fida di me?
Gli permetto d’amarmi?
Prego come dovrei o solo quando ho bisogno? (cfr. Luca 8,40-56).


Qui di seguito troverete un aiuto per la preghiera

Quale sarà il mio posto nella Casa di Dio?
Lo so, non mi farai fare brutta figura, non mi farai sentire Creatura che non serve a niente, perché Tu sei fatto così: quando ti serve una pietra per la Tua Costruzione, prendi il primo ciottolo che incontri.
Lo guardi con infinita tenerezza e lo rendi, quella pietra, di cui hai bisogno, ora splendente come un diamante, ora opaca e ferma come una roccia, ma sempre adatta al Tuo scopo.
Cosa farai di questo ciottolo che sono io, di questo piccolo sasso che Tu hai creato e che lavori, ogni giorno, con la Potenza della Tua Pazienza, con la Forza invincibile del Tuo Amore Trasfigurante?
Tu fai cose inaspettate, gloriose.
Getti le cianfrusaglie e ti metti a cesellare la mia vita.
Se mi metti sotto un pavimento, che nessuno vede, ma che sostiene lo splendore dello zaffiro, o in cima a una cupola che tutti guardano e ne restano abbagliati, ha poca importanza.
Importante è trovarmi, ogni giorno, là, dove Tu mi metti, senza ritardi ed io, per quanto pietra, sento di avere una voce, voglio gridarti:

“O Dio,
la mia felicità di trovarmi nelle Tue Mani,
malleabile,
per renderTi servizio,
per essere Tempio della Tua Gloria”.


Padre Anastasio Card. BALLESTRERO

È buio dentro di me, ma presso di Te c’è Luce.
Sono solo, ma Tu non mi abbandoni.
Sono impaurito, ma presso di Te c’è Aiuto.
Sono inquieto, ma presso di Te c’è Pace.
In me c’è amarezza, ma presso di Te c’è Pazienza.
Io non comprendo le Tue Vie, ma Tu sei l’Unica Via per me.

D. Bonhoeffer