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Articoli Religiosi La Madonna blasfema di Marco Danielon a Sezano - Verona

LA MADONNA BLASFEMA DI DANIELON
DIFESA DALLE SUORE COMBONIANE - VERGOGNA !

 

Dicembre 20, 2009 4:46 pm

LE SUORE COMBONIANE IN DIFESA
DELLA MADONNA BLASFEMA DI M. DANIELON

 

“La madre di Dio” tolta dal sito, resta nella mostra - di A.Z.

La foto de “La madre di Dio”, l’opera dell’Artista Marco Danielon, esposta nell’aula liturgica del Monastero degli Stimmatini di Sezano (Verona) è stata tolta dal sito nella speranza di fermare le minacce e le volgarità che sono state lasciate tra i commenti da parte di chi vede in questa statuetta di 40 centimetri un’offesa alla Madonna.

L’opera rimarrà comunque esposta a riprova di un percorso religioso portato avanti da centinaia di fedeli laici e religiosi. Del resto come aveva fatto notare padre Silvano Nicoletto “La madre di Dio non vuole essere il ritratto della Madonna ma il ritratto di tutto ciò che è simbolo di vita e di comunione con il mondo”.

Intanto le Suore Comboniane sono scese in campo, o meglio, nella rete informatica, per difendere i valori e l’opera di Danielon, con un articolo dal titolo: “Occhi che vedono solo le nudità”. E se da una parte il monastero invita ad ignorare non privilegiando la polemica, dall’altra tantissimi cittadini si dicono offesi per le parole indirizzate agli Stimmatini e all’artista.

“Nel percorrere il cammino dell’Avvento con l’opera di Danielon”, dicono dal Monastero, “ci sentiamo confortati nel messaggio di annuncio e di compimento che la persona di Maria, la Madre di Dio, porta con sé.”

fonte: L’Arena del 19.12.2009

 

Occhi che vedono solo la nera nudità.

Sul sito della comunità degli Stimmatini di Sezano da giorni arrivano commenti volgari e minacce. La causa è l’esposizione di una statua bronzea che raffigura una Maria incinta e nuda. Oltre che nera.
Jessica Cugini

17.12.2009:

Una mano che sorregge la schiena, l’altra che sfiora il ventre. È così che si presenta la scultura di Marco Danielon che vuole rappresentare La madre di Dio e accompagnare il cammino di Avvento. Questa innocua statuetta di bronzo, che mostra una Maria tutta nera, nuda, in uno dei gesti tipici della gravidanza, è oggetto di minacce e volgarità da parte di ignoti che da giorni inviano messaggi al blog della comunità degli Stimmatini di Sezano (Verona).

«È bello immaginare che Maria di ritorno dalla visita a Elisabetta abbia i tratti della Maria di Marco Danielon. Una mano che sostiene la schiena quasi a ricordare il peso della lunga attesa del popolo d’Israele che Elisabetta, a cui Maria volge oramai le spalle, le ha affidato. L’altra mano sorregge il ventre, che custodisce dentro di sé, ma non per sé, la possibilità del compimento futuro che le sta d’innanzi». Si legge sul sito a commento dell’opera.

Ma l’interpretazione data da alcuni visitatori non dev’essere stata la stessa.
E la volgarità ha prevalso.
Non hanno saputo andare oltre, vedere che quel «passo, animato dallo Spirito a cui Maria si affida con lo sguardo, danza la Parola che la riporta verso casa».
Di quel corpo femminile alto quaranta centimetri hanno scorto solo la nudità, solo il ventre gravido, solo il colore nero, non la figura di Maria, donna e madre, «fondamentale come testimone e protagonista attiva di un progetto inatteso di vita».

Foto di Marta Scandola e Andrea Protti

SEGUE COMMENTO E CRITICA


CONSIDERAZIONI PERSONALI E RISPOSTA
ALLA PRESA DI POSIZIONE DELLE SUORE COMBONIANE,
AGLI STIMMATINI DI SEZANO – VERONA,
A PADRE SILVANO NICOLETTO E
A QUEI PSEUDO-CRISTIANI CHE LI DIFENDONO


Ho la totale sensazione, suggellata da certezza personale, di vivere la stessa situazione venutasi a creare ad opera del Museo Diocesano di Vienna, in merito alle opere “dell’artista” Alfred Hrdlicka, a cui il Direttore del Museo diede l’autorizzazione, senza nessun ritegno e discernimento, e con la non curanza di alcuni Responsabili del Clero (ovvero del Cardinale Christoph SCHOENBORN) di esporre le sue Opere blasfeme su Gesù Cristo.

Sappiamo da tempo che il “fumo di Satana è entrato nella Casa del Signore”, come ebbe ad affermare Papa Paolo VI, il giorno della Festività di San Pietro e San Paolo, 29 Giugno 1972.
Non mi meraviglio più di nulla, oggigiorno, di quello cha sta avvenendo in settori della Chiesa e anche per iniziativa di certi suoi Rappresentanti.

Che le Suore Comboniane difendano l’Artista Marco DANIELON per la sua opera, pubblicata in alto di questo articolo, mi riempie di tristezza e nutro compassione per queste povere “Sorelle” nello Spirito e “Spose in Cristo”.
Allo stesso tempo, mi chiedo come queste Suore possano affermare:
“Occhi che vedono solo le nudità”.
I vostri occhi, care “Sorelle” cosa vedono?
L’occhio è lo specchio dell’Anima!
In questo caso, gli occhi non sono chiamati in causa, come volete far intendere, bensì la coscienza, il rispetto della Purezza di Maria, Purezza di cui voi non avete ancora il contegno di difendere.
Tutti siamo peccatori, però… manifestarlo in Internet, come avete fatto voi,…. vi siete esposte a dover subire ciò che è lecito vi sia detto.

Molti Artisti, nell’arco dei Secoli, hanno espresso spesso la loro immaginazione in rappresentazioni artistiche sacre, che avevano il sapore anche di ingenuità (vedesi Maria Maddalena, sempre rappresentata con il seno scoperto).
Oggi, non è più così, perché l’ingenuità ha lasciato il posto alla malizia, tanto meno all’Arte.
Satana sta giocando alla grande nelle menti umane e la sua soddisfazione maggiore è quella di alimentare la mancanza di rispetto verso Colei che gli schiaccerà la testa.

Care “Sorelle” Comboniane, non dovete trovare scusanti ed approvazioni per l’Artista in questione, bensì delicatezza, purezza, discrezione, rispetto verso la Madre di Dio, tutta pura e Vergine agli “occhi” del Padre, del Figlio, dello Spirito Santo, che l’hanno scelta per un Disegno Divino e del Mondo che la deve conoscere come tale.
Non agli “occhi” che intendete voi, non alla malizia che volete far notare negli altri, se vedono un’opera nuda così insignificante, che non fa onore né a voi, né all’Artista e, tanto meno, a quelli che sono solidali con voi e che non hanno capito nulla su ciò che riguarda la Figura di Maria Vergine, Madre di Dio, la Corredentrice.

Sappiate bene che Dio è “geloso” delle sue Creature, immaginatevi della Santa Vergine, che non ha nessun bisogno di essere rappresentata da un Artista che deve mettere un commento alla sua Opera per far capire a chi la vede di cosa si tratta e, in aggiunta, con un contenuto a dir poco fantasioso ed orfano di spiritualità.

Meditate molto, “Sorelle” Comboniane – Stimmatini di Sezano, e anche voi, Cristiani che vi difendete a vicenda!
Il vostro “tifare” è nient’altro che un “circolo vizioso”, una “strada a fondo cieco”, una “presa di posizione” che si basa sul vostro nichilismo e, prima di esprimere un giudizio favorevole o un consenso così superficiale a favore di questo Artista, che non ha nulla da spartire con “l’Arte Sacra”, pensate alla Divinità e alla Sacralità della Vergine Maria, che non ha alcun bisogno di essere rappresentata in “quel modo” e, tanto meno, dai pareri nefasti di chi non ha capito nulla di tutto questo.


Vi premetto che ho conosciuto, sono stato e sono tuttora amico di molti Missionari Comboniani, ma questa vostra posizione “intellettuale”, care “Sorelle” Comboniane non fa per nulla onore alla vostra Congregazione e, da come si evince dal vostro comportamento, deviate anche “il gregge del Signore”, che sono questi Cristiani, senza Pastore.

Quanto detto vale anche per gli Stimmatini di Sezano –Verona, anche se hanno tolto dal loro Sito le immagini dell’Opera di Danielon.
Se le hanno tolte, non devono tener conto, però, solamente delle proteste piovute nei loro confronti, bensì devono essere anche convinti che hanno sbagliato e devono rimediare a “questa pietra d’inciampo”.

Per quanto riguarda l'infelice uscita di Padre Silvano Nicoletto:
“La madre di Dio non vuole essere il ritratto della Madonna ma il ritratto di tutto ciò che è simbolo di vita e di comunione con il mondo”, mi permetto di farLe notare che questa sua interpretazione non è da un Pastore della Chiesa, che non ha minimamente il concetto dell'Incarnazione e del Pudore che si deve adoperare verso la Madre di Dio, l'Immacolata, la Pura, l'Umile Serva del Signore.

Leggendo attentamente la sua frase, quando esprime: ... è il simbolo di vita e di comunione con il mondo, ha esposto un concetto personale inconsistente, che vuol prevaricare il vero Mistero di Dio, il quale Mistero tale è e tale resterà.

Carissimo Padre Silvano Nicoletto, si legga e mediti ciò che ha scritto Sant'Alfonso Maria de' Liguori nelle “Glorie di Maria” e si accorgerà, senza alcuna fatica, che la sua affermazione- concetto è fuori dal Mondo Spirituale.
E Le faccio anche notare che “comunione con il mondo”, come dice , non tiene conto degli aborti che si stanno perpetrando ogni giorno e che non sono “simbolo di vita.
Quindi, non si nasconda dietro una statuetta, come se fosse un “idolo”, ma vada sui tetti a gridare e a cantare l'inno alla vita.

E poi, Lei che uno “Stimmatino”, difende il valore effimero di un'Opera e non si ricorda più della Lettera che ha scritto al Cardinale Bertone, sulla Perdonanza, tirando in ballo il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, accodandosi alle calunnie rivolte al nostro Presidente?
Il Papa stesso ha solecitato, voi Preti, di non fare Politica, e Lei cosa ha scritto nella Lettera al Cardinale Bertone?

Lei, non solo predica male, ma razzola anche male.
Io, se fossi al suo posto... mi vergognerei!

Stiamo vivendo un spazio di tempo e di fatti all’insegna dell’Apostasia, del Dio “superfluo”, della mancanza di rispetto del Sacro, della schiavitù “dell’evoluzione” patetica, del “laicismo sterile”, del modernismo e materialismo, del sincretismo più scellerato (Sincretismo: può essere considerata qualsiasi tendenza a conciliare elementi culturali, filosofici o religiosi diversi, appartenenti a due o più culture o dottrine diverse).

Fino a quando la Misericordia di Dio verrà da Lui elargita?
Quanto ancora dovrà sopportare la nostra indifferenza di “figli”.
Quanto tempo ancora l’Umanità potrà esercitare la sua superbia, l’arroganza e la prosopopea di certi Pastori della Chiesa?
Domande che dobbiamo rivolgere a noi stessi il più presto possibile, senza scusanti ed alibi d’ogni genere, che porterebbero alla rovina la nostra e l’altrui Anima.

Piero FIORE