gesù misericordioso
Vai alla Home Page Clicca per scrivere alla redazione
chi siamo editoriale News siti consigliati invocazione allo spirito santo
   Settembre 2010
Do Lu Ma Me Gi Ve Sa
1234
567891011
12131415161718
19202122232425
2627282930
Ordina risultati
per
Ti trovi nella Sezione:
CATECHESI

  Amicizia
  Amore
  Apologetica (Difesa delle Credenze Religiose)
  Carità
  Coraggio
  Croce
  Debolezze
  Dieci Comandamenti
Digiuno
  Disperazione
  Divorzio
  Dolore
  Doni - Carismi
  Eletti
  Essere Cristiani
  Eucaristia
  Famiglia
  Fede
  Felicità
  Insegnamenti spirituali
  Ipocrisia
  Matrimonio
  Mezzi di Comunicazione
  Morte
  Nascita
  Obbedienza
  Odio
  Pazienza
  Peccato
  Pellegrinaggio
  Penitenza
  Perdono
  Povertà
  Preghiera
  Preghiera di Effusione
  Presunzione
  Sacerdozio - Apostolato
  Saggezza - Sapienza
  Santità
  Silenzio
  Sofferenza
  Speranza
  Spirito Santo
  Tentazioni
  Tiepidezza
  Timore di Dio
  Trinità
  Umiltà
  Varie
  Verità
  Violenza
  Virtù
Catechesi Digiuno - La preghiera bussa... il digiuno ottiene... la misericordia riceve

LA PREGHIERA BUSSA…
IL DIGIUNO OTTIENE…
LA MISERICORDIA RICEVE


Tre sono le cose, tre, o fratelli, per cui sta salda la Fede… perdura la devozione… resta la virtù:

la Preghiera, il Digiuno, la Misericordia


Ciò per cui la preghiera bussa… l’ottiene il digiuno… lo riceve la misericordia.
Queste tre cose: preghiera, digiuno, misericordia, sono una cosa sola e ricevono vita l’una dall’altra.

Il digiuno è l’anima della preghiera e la misericordia la vita del digiuno.
     · Nessuno le divida, perché non riescono a stare separate.
     · Colui che ne ha solamente una o non le ha tutte e tre insieme… non ha niente.
     · Perciò, chi prega… digiuni!
     · Chi digiuna… abbia misericordia.
     · Chi, nel domandare desidera di essere esaudito…esaudisca chi gli rivolge domanda.
     · Chi vuol trovare aperto verso di sé il Cuore di Dio… non chiuda il suo a chi lo supplica.
     · Chi digiuna…comprenda bene cosa significhi, per gli altri, non aver da mangiare.
     · Ascolti chi ha fame, se vuole che Dio gradisca il suo digiuno.
     · Abbia compassione…chi spera compassione.
     · Chi domanda pietà…la eserciti.
     · Chi vuole che gli sia concesso un dono… apra la sua mano agli altri.

È un cattivo richiedente colui che nega agli altri quello che domanda per sé.
O uomo, sii tu stesso per te la regola della misericordia!
Il modo, con cui vuoi che ti si usi misericordia, usalo tu con gli altri.
La larghezza di misericordia che vuoi per te… abbila per gli altri.
Offri agli altri quella stessa pronta misericordia che desideri per te.
Perciò, preghiera, digiuno, misericordia siano per noi un’unica forza mediatrice presso di Dio, siano per noi un’unica offerta, un’unica preghiera sotto tre aspetti.

Quanto con il disprezzo abbiamo perduto, conquistiamolo con il digiuno.
Immoliamo le nostre Anime con il digiuno, perché non c’è nulla di più gradito che possiamo offrire a Dio, come dimostra il Profeta, quando dice:
“Uno spirito contrito è sacrificio a Dio, un cuore affranto e umiliato, Tu, o Dio, non disprezzi”
(Sal. 51,19 secondo TM – miserere – Salmo di Davide).

O uomo, offri a Dio la tua Anima ed offri l’oblazione (offerta) del digiuno, perché sia pura l’Ostia, santo il Sacrificio, vivente la Vittima, che a te rimanga e a Dio sia data!
Chi non dà questo a Dio… non sarà scusato, perché non può avere sé stesso da offrire, ma… perché tutto ciò sia accetto, sia accompagnato dalla misericordia.

     · Il digiuno non germoglia, se non è innaffiato dalla misericordia.
     · Il digiuno inaridisce, se inaridisce la misericordia.
     · Ciò che è la pioggia per la terra, è la misericordia per il digiuno.


Quantunque ingentilisca il cuore, purifichi la carne, sradichi i vizi, semini le Virtù.
Il digiunatore non coglie frutti, se non farà scorrere fiumi di misericordia.

O tu, che digiuni, sappi che il tuo campo resterà digiuno, se resterà digiuna la misericordia; quello, invece, che tu avrai donato nella misericordia, ritornerà abbondantemente nel tuo granaio!

Pertanto, o uomo, affinché tu non abbia a perdere con il voler tenere per te, elargisci agli altri e, allora, raccoglierai.

Dà a te stesso, dando al povero, perché ciò, che avrai lasciato in eredità ad un altro, tu non lo avrai.

San Pietro Crisologo
Dottore della Chiesa