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Catechesi Messa Le cinque guarigioni della Santa Messa

LE CINQUE GUARIGIONI DELLA SANTA MESSA

Stralci presi da una Catechesi di Padre Serafino TOGNETTI
ed elaborati da Massimo RETTAROLI e Piero FIORE


Oggigiorno, con una certa frequenza, si sente parlare di “Messe di Guarigione”, in cui vengono fatte delle preghiere specifiche onde ottenere, per l’appunto, una guarigione particolare.
In seguito a ciò, mi sono chiesto:
“E le altre?
Cosa vuol significare “Messa di Guarigione?”.

La Santa Messa, per noi Cristiani, è, nella sostanza, il più grande avvenimento e sconcertante Atto d’Amore di Gesù Cristo, nostro Padre, Fratello, Amico, Salvatore… di cui Lui fa dono a tutti noi, indistintamente.
Se, per un attimo, riflettessimo responsabilmente e seriamente su questo argomento - avvicinandoci alla “soglia del Mistero”, per quel poco che ci è permesso dal Disegno di Dio - sapremmo comprendere che tutte le Sante Messe sono, in verità, “Messe di Guarigione”, in quanto tutti noi non siamo altro che dei “poveri malati”, bisognosi di guarire dai mali che scaturiscono e vengono perpetrati da questo Mondo attuale, irresponsabile e che affliggono sia il nostro corpo che l’Anima.

Il Signore Gesù, che sapeva già a cosa saremmo andati incontro - ecco il perché del suo “Atto d’Amore” - ci ha lasciato una delle tante testimonianze, in questo caso, tramite l’Apostolo Matteo, della motivazione della sua Venuta sulla Terra:
“… Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati.
Andate, dunque, e imparate che cosa significhi: Misericordia Io voglio e non sacrificio.
Infatti, non sono venuto a chiamare i giusti, ma i peccatori” (Mt. 9,9-13).

È anche per questa ragione che, ogni qualvolta vivo la Santa Messa, io mi accosto al Sacrificio Eucaristico nelle condizioni di “persona malata”, che ha bisogno di guarigione: Lui è il “Medico”… l’Eucaristia è la cura che conduce alla guarigione.
Nel complesso, posso affermare che dipende anche dalla mia Fede, con cui mi rendo partecipe al Banchetto Eucaristico, se entro o meno nel suo Mistero, se chiedo o non chiedo nulla per la mia “salute fisica e spirituale”.
Certamente: se non chiedo nulla… nulla ottengo, ma se vivo ogni Santa Messa con la dovuta attenzione e con una grande Fede, io ottengo, senza ombra di dubbio, le nostre “cinque guarigioni”, uscendo sano come un “pesce”!

E sì, durante la Santa Messa, quindi, occorre veramente una grande Fede, una grande ed accurata attenzione: tutte le mie facoltà umane - la volontà, l’intelligenza, l’attenzione appunto - devono sentirsi coinvolte; solo così possiamo essere nelle condizioni di percepire la vera sensazione di essere guariti dalla Grazia di Dio.
1a Guarigione

La Guarigione dell’Anima

All’inizio della Celebrazione della Santa Messa, dopo il “Rito dell’Introduzione”, noi siamo chiamati a chiedere perdono dei nostri peccati: è “l’Atto Penitenziale”.

Attenzione!
Questo non sostituisce il “Sacramento della Confessione”: quando sono nella consapevolezza di aver peccato, devo assolutamente e necessariamente utilizzare il lavacro del “Sacramento della Riconciliazione” (Confessione).
In definitiva, anche se io non mi trovassi in “peccato mortale”, dovrei comunque, davanti a Dio, prendere coscienza dei miei limiti, dovrei sentire il peso delle mie malattie spirituali e nutrire l’impellente necessità del suo Perdono.

Con “l’Atto Penitenziale”, il Sacerdote implora perdono per le “malattie spirituali” che contaminano la nostra esistenza quotidiana, fatta anche da quelle piccole manchevolezze dovute a: debolezze – passioni – invidia – gelosie – peccati di gola - passioni della carne – pigrizia - fomiti (stimoli) - gemiti interiori che distinguono la nostra condizione umana.

Quindi, all’inizio della “Celebrazione”, confeziono il mio “pacchetto di debolezze” e chiedo immediatamente a Dio di essere perdonato.
E il Sacerdote, con la formula:
“Il Signore Onnipotente abbia Misericordia di noi, perdoni i nostri peccati e ci conduca alla Vita Eterna” - chiede il perdono delle colpe che “l’Assemblea” ha posto davanti a Dio.

Il Signore, come è già stato scritto, è venuto a guarire non i corpi - altrimenti non esisterebbe più la malattia nel Mondo – ma le Anime.
“Ecco l’Agnello di Dio, ecco Colui che toglie i peccati del Mondo” - dice Giovanni il Battista, a Betania, al di là del Giordano (Gv. 1,29).

Ricordate il racconto, nella Bibbia, di quel paralitico, a Cafarnao, calato dal tetto... con gran fatica per portarlo dentro, a causa della numerosa folla?...
Gesù, vista la loro Fede, disse al paralitico:
“Figliolo, ti sono rimessi i tuoi peccati” (Mc. 2,1-12).
E basta!
Pensate un po’ anche alla delusione di quei poveretti… ma Gesù è venuto per questo !!!
Il Signore, come è già stato scritto, è venuto a guarire non i corpi - altrimenti non esisterebbe più la malattia nel Mondo – ma le Anime!
Ce lo ricorda a chiare parole il suo Precursore:
“Ecco l’Agnello di Dio, ecco Colui che toglie i peccati del Mondo” - dice Giovanni il Battista, a Betania, al di là del Giordano (Gv. 1,29).
E ce lo ricorda anche la Santa Chiesa, ogni qual volta, nella Santa Messa, il Sacerdote eleva il Pane Eucaristico davanti all’Assemblea!
Le stesse parole, però, provocano una furiosa reazione dei Farisei, presenti alla guarigione del paralitico:
“… Chi può rimettere i peccati, se non Dio solo?” (Mc. 2,7).

E così Gesù decide di dare loro un segno forte per dimostrare che in Lui opera, in modo assoluto, la Potenza Divina:
“Ora, perché sappiate che il Figlio dell’uomo ha il potere sulla terra di rimettere i peccati,
ti ordino - disse al paralitico - alzati, prendi il tuo lettuccio e va’ a casa tua” (Mc. 2.10-11).

La vera Missione del Signore è molto più profonda di quanto a noi ci è data possibilità di comprendere: solo nell’altra Vita capiremo veramente, in tutto il suo Mistero, l’autentica Missione del Cristo e capiremo anche quanta importanza ha la cancellazione dei nostri peccati.

All’inizio della Santa Messa, quindi, mi metto davanti a Dio e Gli dico:
“Signore, io sono simile a quel paralitico, nella mia Anima è compresa anche la mia storpietà; mi metto davanti a Te, o Gesù, e Ti chiedo di essere guarito, se Tu vorrai”.
Questo “Atto Penitenziale” esigerebbe molto raccoglimento e un po’ di tempo.

Una volta - nel “Rito Tridentino o Rito Antico”, detto anche Santa Messa di Papa Pio V – “l’Atto Penitenziale” aveva un Rito molto più esteso e cioè:
• aspersione dell’acqua - il Sacerdote percorreva tutta la Chiesa benedicendo con l’Acqua Santa… tornava ai piedi dell’Altare… diceva il “Confesso” due volte, uno per sé e uno per il Popolo… nove volte il “Kirje Eleison, Christe Eleison…
Tutto ciò predominava la parte iniziale della Santa Messa, permettendo un primo stretto contatto con il Signore, a totale beneficio di questa 1a Guarigione.

La prima parte, quindi, non è solo un Rito introduttivo: Tutti coloro che arrivano in ritardo, perdono, purtroppo, questa 1a Guarigione, questo “lavaggio iniziale”, questa “liberazione”.

Per fare un esempio pratico e comprensibile a tutti: quando si è invitati o si va ad una festa, ci si prepara al meglio lavandoci e profumandoci, scegliendo i migliori vestiti! Così avviene anche con “l’Atto Penitenziale”: l’Anima si rende profumata, si adorna di una veste bianca, paragonabile all’abito nuziale nella Parabola del Convito (Mt. 22,1-14).
A questo punto, quindi, siamo “toccati” da Gesù, che ci dice:
“Figliolo, figliola, ti sono rimessi i tuoi peccati!”- e riceviamo la “Guarigione dell’Anima”.


2a Guarigione

La Guarigione della Mente, del nostro “Intelletto”

La 2a Guarigione avviene durante la “Proclamazione della Parola di Dio”:
Lettura delle Epistole - Lettura del Vangelo e, diciamo, anche dell’Omelia.

Quando noi ascoltiamo tutto ciò, con attenzione, con consapevole e piena accoglienza, apriamo la nostra mente, depositaria delle Emozioni, dell’Intuito, della Memoria, del Pensiero, della Ragione, delle Sensazioni, della Volontà… alla Parola di Verità.
Ne consegue che la mente si libera di quel Mondo costituito e impregnato di menzogne, di falsi messaggi, di parole e fatti che non costruiscono nulla, ma che, il più delle volte, si prefiggono di distruggere i veri ideali e la spiritualità delle Creature di Dio.
Allora, diamo la possibilità a Dio di effettuare un vero trapianto del suo Pensiero nella nostra mente.
Gesù ha detto di sé stesso:
“Io sono la Via, la Verità e la Vita…” (Gv. 14,6).
A ragion di questo, la sua Parola di Verità ci toglie dall’imperio o dall’azione di comando di falsi maestri, che pullulano nel Mondo - soprattutto nell’ambito dei Mass Media - che ci impongono le loro false verità, ogni giorno, al soldo di Lobby segrete e non.

Chiediamo, quindi, al Signore:
“Signore, dopo che ci hai toccato l’Anima, ora toccaci anche la mente”.

Le idee, i progetti, le decisioni che si prendono, partono tutti da quelle parole che ascoltiamo; infatti, anche se siamo credenti e praticanti, abbiamo a volte tante idee sbagliate, dei pensieri che non sono propriamente conformi alla verità.

Bene, ad ogni Santa Messa, nel nostro cervello vengono “trapiantate” le Parole di Dio, il nostro cervello viene “estratto” dalla nostra calotta cranica ed “immerso” nella Verità; una purificazione costante per cui, pian piano, impariamo a “pensare secondo Dio”, come dice San Paolo nella Lettera ai Corinzi.
La Parola di Gesù riscalda il cuore, come avvenne ai Discepoli di Emmaus:
“Non ci ardeva, forse, il cuore nel petto, mentre conversava con noi lungo il cammino, quando ci spiegava le Scritture?” (Lc. 24,32).

Gesù, però, dopo Emmaus, non ha più smesso di parlare, continua a farlo attraverso le Scritture e la Predicazione dei suoi Ministri: in ogni Santa Messa c’è sempre una parola diversa, che demolisce le nostre resistenze.
Imitiamo, quindi, ciò che è scritto nella Bibbia, nei Libri Storici:
“Parla o Signore, il tuo servo di ascolta” (1 Samuele 3,9).

Bisogna anche saper cogliere, fra le tante parole, quella che il Signore ha preparato per noi, quel giorno, ovvero, dobbiamo preparare il terreno buono per il seme della parola - come nella “Parabola del Seminatore” - per poterlo far germogliare, evitando che vada sulle strade sassose del nostro orgoglio, della nostra supponenza (dimostrare di essere superiori), della nostra apatia.
Dobbiamo far operare su di noi la forza dello Spirito Santo, far entrare nel nostro cuore quel seme che può essere – di tutto quello che viene letto e detto sull’Altare – anche una sola frase, o una sola parola, ma che è quella che ha preparato per noi il Signore.

3a Guarigione

La Guarigione del Cuore

La Guarigione del Cuore la ottengo durante l’Offertorio: è una parte della Santa Messa che ci sfugge di frequente, per cui, spesso, usciamo dalla Chiesa, dopo la Celebrazione, con lo stesso stato d’Animo con cui siamo entrati, senza aver percepito un ben più piccolo “risanamento” che ne comporta.
Cosa avviene durante l’Offertorio?
Il Sacerdote eleva il pane ed il vino donato dall’Assemblea e lo offre al Padre Celeste: è un atto che dura pochi istanti.
Dovete sapere che Padre Pio da Pietrelcina stava, al momento dell’Offertorio, in contemplazione anche per una durata di venti minuti!
Cosa faceva?
Quello che dovremmo fare tutti e cioè: ottenere questa Guarigione del Cuore, per la quale io mi unisco al Figlio, che si dona al Padre.
Lo Spirito Santo mi svuota di tutte le mie cose volubili, terrene, di pochissima importanza e mi fa entrare in una “Dimensione Divina”, per cui non c’è solo il Figlio che si offre al Padre, ma ci sono anch’io, strettamente unito a Lui.
Certo, il sacerdote personifica il Cristo sull’Altare nella Celebrazione, però è sempre e solo il Signore che tramuta il pane e il vino in Corpo e Sangue – Transustanziazione - ed offre il tutto al Padre Suo insieme a me e all’Assemblea tutta.

Cristo è il Sommo Sacerdote, perché Egli si offre al Padre per la remissione dei miei peccati - quelli che ha preso nell’Atto Penitenziale.
Unendomi a questa Offerta, io dono tutto me stesso.
Quando Gesù si presenta al Padre, presenta anche me: è Lui che colma l’abisso che esiste fra il Cielo e la Terra.
Chi mi può portare al Padre se non Gesù?
Ma io devo offrire me stesso!
Se durante l’Offertorio io pensassi ad altro e non all’immenso avvenimento di cui sono partecipe, tornerei a casa “vuoto”, consapevole di aver svolto il ruolo di “controfigura” come avviene nei film.

Bisogna offrire al Signore tutto e cioè: la vita, la casa, il lavoro, l’automobile, la famiglia, quello che abbiamo dentro di noi…
Bisogna liberarsi del senso della proprietà, del possesso, delle cose del Mondo, perché tutto è Dono di Dio e noi non siamo altro che degli Amministratori, Amministratori che devono sempre agire nell’onestà verso gli uomini e verso Dio.

In quel momento, cioè all’Offertorio, San Francesco d’Assisi affermava che “tutta la Creazione si precipita in quell’Atto di Offerta: è il Figlio che si offre al Padre e Tutto si ferma, Tutto si blocca.

Nella Bibbia - in Marco 10,17-23 - troviamo la chiamata dell’uomo ricco fatta da Gesù.
Costui chiede a Gesù cosa deve fare per avere la “Vita Eterna”.
Il Signore lo invita ad essere libero dalle cose del Mondo, vendendo tutti i suoi Beni e, poi, di seguirLo, ma al ricco questo invito di Gesù non è di gradimento, come accade a tanti di noi, e se ne va, rattristato, nell’indifferenza più assoluta.
Questa Parabola mi insegna una cosa: per entrare nella Dimensione Divina, io devo spogliarmi e liberarmi delle cose del Mondo (vendo tutto); solo così il Signore mi può restituire tutto (Egli stesso, la Vita Eterna!), perché è Buono, perché non fa mai mancare ai suoi figli la sua Provvidenza, perché conosce cosa è Buono e Male per tutti noi.
“Guardate gli uccelli del cielo… guardate i gigli del campo…” (Mt. 6,26-28); l’uomo deve liberarsi dell’istinto di mantenere le cose per sé.



4a Guarigione

La Guarigione della nostra preghiera

Questa guarigione avviene durante la “Preghiera Eucaristica”.
Ma la nostra preghiera è forse malata?
Molto spesso la nostra preghiera non gode di buona salute: è raffreddata, ha un po’ di febbre, ha bisogno anch’essa di essere guarita, non è come dovrebbe essere secondo il Signore.

Allora, cosa faccio?
Entro nella Preghiera Eucaristica, che in quel momento pronuncia unicamente il Sacerdote, e sono un tutt’uno con essa: è la Lode al Padre, è la Preghiera del Figlio al Padre, è la Preghiera infallibile, è la preghiera di Gesù che stende le mani sul Mondo e lo offre al Padre, è la preghiera condensata che la Chiesa tutta offre al Padre Celeste in Nome di Gesù; si prega per dare la Gloria a Lui.

Mentre prego con le parole del Canone Eucaristico, il mio cuore si apre alla Lode, alla pura Lode, che ci libera dalle nostre pressanti esigenze, che non sappiamo se sono giuste o meno secondo la Volontà di Dio.
È la preghiera tipica di San Francesco d’Assisi.
Ci regaliamo, alla fine di questo incontro, la preghiera del “Poverello di Assisi”, scritta nella Regola non Bollata: una preghiera dalla potenza inaudita di Adorazione e di Glorificazione del Padre; c’è da chiedersi come mai non sia stata inserita nel Canone.

Perché questa Lode è così potente e pura?
La risposta consiste nel fatto che San Francesco, ormai unito inscindibilmente a Cristo, anche mediante il Dono delle Stimmate, ha tutto quello di cui ha bisogno, ovvero Cristo stesso, il Salvatore, l’Amico, il Fratello, il Padre, Tutto in definitiva, e non chiede altro per sé, perché in lui alloggia lo Spirito Libero, che gli consente di lodare Dio in maniera pura e con una serie di aggettivi di Lode al Padre Celeste.
Uniformiamoci al Santo di Assisi, liberandoci dalle nostre esigenze rendiamo Lode a Dio, e mentre il Sacerdote ed i Fedeli sono dinanzi al Padre e Gli rendono tutto ciò che hanno nel cuore sotto forma di Adorazione, la mia preghiera viene sanata.

5a Guarigione

La Guarigione da ogni tipo di Male, anche fisico

L’uomo non possiede unicamente un’Anima, un Intelletto, un Cuore… ma anche un corpo.
La guarigione, al di sopra di tutte le altre, la possiamo invocare partecipando alla Santa Comunione.
Perché? – Cosa succede in questo avvenimento straordinario?
Tocco e ricevo Gesù, l’Agnello immolato per la mia ed altrui salvezza.

Il Sacerdote mi dice: “Il Corpo di Cristo” – sotto le specie del pane e del vino.
Partecipando alla Comunione, quindi, Dio viene in noi, il resto delle nostre esigenze o necessità è superfluo.
E sì, proprio così: la Storia ci ha lasciato testimonianze sui Santi che hanno vissuto con la sola Eucarestia.

Avete presente, nella Bibbia, quella donna che guarisce dalla sua emorragia semplicemente toccando il Mantello di Gesù? (cfr. Mc. 5,25-34).
Qui, avviene di più, molto di più, infinitamente di più!
Infatti, abbiamo un vero contatto reale con la Divinità!

Quando abbiamo questo contatto, io, che sono malato, guarisco… io, che sono morto, resuscito: non c’è alcun dubbio che tenga!
E’ la potenza dell’Amore di Dio che viene in me e mi guarisce secondo la sua Sapienza!
“Signore, non son degno di riceverti nel mio cuore, ma dì soltanto una parola ed io sarò salvato!”

Non è detto che si abbia un’istantanea guarigione, ma potrebbe aver inizio un processo di guarigione del corpo, che viene operato dalla Santa Comunione.
E che ne sappiamo noi delle guarigioni che avvengono nel tempo, grazie alla Comunione quotidiana?
Lascio alla Divina Sapienza, lascio all’Onniscienza del Signore di operare una guarigione anche nel corpo.

“Signore, io ora, mi getto davanti a Te e desidero toccarTi, come ha fatto quella donna malata nel Vangelo, perché Tu, Dono infinito per il mio cuore, sai che cosa è bene per me, perché tu sei sempre il mio Divino Maestro, il Divino Medico e il tuo Corpo è la Medicina ideale per la mia salute fisica e spirituale.”
Sì, perché Io, in questo momento, sono il malato che va dal medico, tendo la mano e Ti supplico:
“Se vuoi, puoi guarirmi” (Cfr. Mc. 1,40).
Mentre siamo nel silenzio, seduti o in ginocchio, preghiamo lo Spirito Santo, che è lo Spirito d’Amore:
“Guariscimi, con la Potenza della tua Grazia, il mio passato e i cattivi ricordi.
Tu eri presente quando ho subito quelle cose… guarisci la mia memoria!
Spirito di Dio, mi stai toccando l’Intelletto… guarisci la mia mente!
Spirito Santo di Gesù Cristo… guarisci la mia Volontà, così inclinata al Male, rafforzala e fa che non cada nelle solite passioni.
Guariscimi anche nei sentimenti che, a volte… sono così ribollenti, a volte… sono più forti di me.”

Vedrete che, con il tempo, tante situazioni, tante reazioni ad eventi quotidiani, che prima potevano sembrare impossibili, diventeranno possibili.
Non è banalità, ma va fatto.
La Benedizione del Sacerdote suggella tutte le guarigioni ricevute.

L’ultimo atto?
Ringraziare sempre!
Anche se non ne ho la percezione, sono nella consapevolezza che la Grazia di Dio ha operato in me e mi ha guarito.
Solo Dio ci può guarire e ci può liberare da ogni Male.