Domenica 21 Aprile 2019
Ordina risultati
per
Ti trovi nella Sezione:
ARTICOLI

Religiosi
  Società - Morale
  Vari
Articoli Religiosi Il Crocifisso e l'Eucaristia - Piero FIORE

IL CROCIFISSO E L’EUCARISTIA


Due sono le cose di cui i Cattolici Cristiani possono andarne orgogliosi, fieri e pronti anche al “martirio”:

Il Crocifisso e il Soggetto della Crocifissione

La Santa Eucaristia


Il Crocifisso è il “Simbolo”, per eccellenza, del Cristianesimo ed è anche il “Sacrificio di Salvezza” per l’intera Umanità.
Gesù Cristo, infatti, ha voluto offrire a Suo Padre tutto Sé stesso, con la Sua morte di Croce, per riscattarci dal peccato originale, per la salvezza e la resurrezione di noi tutti.

L’Eucaristia è “l'Usufrutto” che scaturisce da questo incommensurabile Sacrificio, operato da Gesù Cristo ed è, allo stesso tempo, il Dono della Sua Presenza su questa Terra.

Il Cristiano autentico, se desidera sapere o conoscere questa sua appartenenza, non deve fare altro che andare alle sue “radici” e cioè: aprire, leggere e meditare le Sacre Scritture (la Bibbia), come farebbe, d’altra parte, uno qualsiasi di noi, per conoscere le Origini della sua Discendenza, ovvero, spolverare “l’Albero Genealogico” della sua famiglia e conoscere la “realtà” della sua Stirpe.
Semplice, no!

Ancora oggi, purtroppo, non si vuole comprendere od accettare, con consapevolezza, il “Mistero della Croce”, neppure c’è la volontà di approfondire il valore di questo autentico “Atto di Amore”, che è, allo stesso tempo, storico e che ha tracciato, dopo tanti Secoli, un “Segno indelebile” nel contesto della Fede in Dio.

Nei Luoghi Pubblici, come Scuole, Ospedali, Uffici Statali… il Crocifisso era, fino a poco tempo fa, intoccabile e fonte di rispetto, in pieno accordo e sintonia con quanto ci è stato tramandato e insegnato dai nostri genitori e dalla Chiesa stessa.
Ora, è “oggetto” di contesa o di disputa ad opera di Laici, di Atei, di Islamici, di Politici, che, per filosofia e convinzione religiosa propria, affermano che il Crocifisso intacca la “laicità dello Stato”, pensate!
Orbene, questi individui sono, in una certa misura, quelli che, poi, sfilano nelle strade di tante città a manifestare per la Pace, per l’uguaglianza, per l’anti-capitalismo, per l’ecumenismo, per i rapporti inter-religiosi, contro la globalizzazione, e lo fanno sventolando bandiere che sono esse stesse un “segno”, un “credo”, un “riferimento”, un “simbolo” per le loro idee.
Di conseguenza, è lecito dire che, come le bandiere e gli “slogan”, a cui fanno riferimento, hanno un significato per loro, allo stesso modo per noi, Cattolici Cristiani, il Crocifisso ha una lunga e inconfutabile Storia, molto più importante, per noi, dei loro “slogan” o ideali politici.

La Crocifissione è un “Sacrificio” che deve essere ben conosciuto, meditato, compreso, accettato, rispettato, contemplato, onorato e fatto apprezzare per quel grande “Mistero” che è stato e che è tuttora, evitando la grande profonda ipocrisia di chi dice che quei Crocifissi “appesi” arrecano fastidio e intaccano la “laicità di uno Stato liberale”.
Questo “Laicismo” dà quasi l’impressione che sia, per tanti, un antidoto a ciò che la Coscienza, da sola, non riesce a far fronte.

Dell’importanza del Crocifisso e dell’Eucaristia ne ha parlato, spesse volte, la Chiesa, come pure argomenti molto seri riguardanti: la Fede, il Matrimonio, il Divorzio, l’Eutanasia, l’Aborto, la Fame nel Mondo, la Pace…

Molti Pacifisti, Politici, Laici si sono riempiti sempre la bocca, ultimamente, avallando, opportunisticamente, il caloroso appello della Chiesa per quanto riguarda la Pace mondiale, usando questo appello come propaganda politica, ritenendo il Santo Padre un loro personale ed esclusivo “sponsor”, utile per ogni loro occasione.
Allora, perché non prendono in seria considerazione anche ciò che il Pontefice ha espresso, più volte, con fermezza e gravità, tutto ciò che concerne il Matrimonio, la Contraccezione, l’Inseminazione Artificiale, l’Eutanasia, il Divorzio, l’importanza del Crocifisso, il valore dell’Eucaristia, il problema dell’Aborto…?
Argomenti troppo scottanti, troppo impegnativi, troppo impopolari, molto scomodi per loro!


La Croce è stato il “Letto di morte” di un “Uomo-Dio”, che nulla ha chiesto, ma che tutto ha donato, non ha pregato nessuno affinché fosse salvato,ma si è offerto totalmente, completamente, per aiutare e salvare chi glielo chiedesse.

Quel Crocifisso, tanto bistrattato, cari Uomini, è la risposta a ciò che non riuscite a darvi da Secoli… da Anni… da Mesi… da Giorni… da Occasioni di piazza, di corridoio, di Ambienti politici.

Quel Crocifisso, cari Uomini, non può infondere paura, bensì può solo risvegliare le coscienze e gli ideali più belli e che possano esistere su questa Terra, invasa dal Potere di Satana e con la partecipazione accondiscendente di una certa parte del Genere Umano.
Quel Crocifisso, cari Uomini, è Verità, non ipocrisia, è vero amore, non mero egoismo!

Noi Cristiani Cattolici ne siamo convinti ed orgogliosi, perché abbiamo avuto, senza chiedere, un “Vero Altruista”, che ci ha donato la Sua Vita, per la nostra salvezza, prima ancora che nascessimo.
Che stupenda dimostrazione d’Amore!
Grazie, caro Gesù!
E sì, perché è un Amore che “sconcerta” le nostre coscienze, i nostri ideali… se li abbiamo.
E, ancora una volta, tutta la nostra ipocrisia emerge e viene messa a dura prova e confrontata con l’Amore vero ed eterno.

La Crocifissione era, nel Periodo dell’Impero Romano, oltre ai massacri nelle arene, la vergogna e l’insulto maggiore che si potesse perpetrare alla Dignità Umana.
Il Signore ha accettato anche questa umiliazione per noi, e noi per tutta risposta, oggi, Lo ignoriamo.

Ad Assisi, nel Gennaio del 2002, quando si riunirono i diversi Rappresentanti delle Chiese e delle Religioni Mondiali, in un salone del Convento, ricordo che, per far sentire a loro agio questi Rappresentanti, i responsabili dell’Organizzazione o chi per loro, coprirono tutti i Crocifissi con drappi di stoffa color scarlatto, allo scopo di non offendere l’altrui Credo e suscitare problemi di Religione.
A mio avviso è stato un vero insulto, una vera vergogna, un’autentica ipocrisia al “Mistero della Croce”, e quindi a Cristo.
Qui, in questa occasione, la Chiesa non ha saputo difendere ciò che ha di più autentico e sacro.

Pensate, ci sono anche molti Sacerdoti, purtroppo, vestiti in “abito borghese”… che non portano più il Crocifisso, nemmeno uno piccolino, appuntato alla loro giacca, camicia o maglia.
Chissà perché?
Nascondere la propria autenticità e la propria Missione?
Mistero della Fede…!
Lo sa solo Iddio!

La Storia Universale abbonda di eroi, che hanno dato esempio e continuità a certi ideali veri ed edificanti.
Perché, allora, Gesù Cristo deve essere bistrattato, senza cognizione di causa?
Purtroppo, tutto ciò che rappresenta Dio, oggigiorno, dà molto fastidio.
Chissà perché l’Esistenza di Dio irrita le nostre coscienze?
Perché é diventato insopportabile il pensare che Dio esiste?
Povero Mondo, vogliamo essere, a tutti i costi, autosufficienti, autodidatti e, purtroppo, anche autodistruttivi… intanto il peccato di superbia si rinnova, nuovamente, come ai tempi di Adamo ed Eva.

Il Crocifisso si trasforma, ogni qual volta il Sacerdote celebra la Santa Messa, in quel Sacrificio Sacramentale che è la Santa Eucaristia.

Il Signore, morendo, non si è fermato in Croce, Egli, risuscitando, è sceso da essa per immergersi nell’Offerta del Pane e del Vino consacrati, donandocela, affinché Lo ricordassimo sempre, nell’arco della nostra vita terrena, almeno per quell’Amore autentico di Padre, di Figlio, di Fratello che ha voluto dimostrare di essere, pur non avendoGli chiesto nulla.

Come vi è quasi indifferenza per il “Crocifisso”, altrettanto si può affermare per la “Santa Eucaristia”.

Oggigiorno, andare all’Altare per ricevere Cristo, in Corpo, Sangue, Anima e Divinità, lo facciamo nel peggiore dei modi:
      · non vi è più una vera disposizione d’animo;
     · non ci si inginocchia più quando avviene la Consacrazione;
     · tanto meno quando riceviamo l’Ostia Consacrata;
     · inoltre, per raggiungere il massimo dei massimi, accogliamo Cristo con mani impure.

Secondo me, prendere l’Eucaristia sulle mani rappresenta una grandissima mancanza di rispetto verso il Signore.
Vi faccio un esempio.
Una persona molto importante mi invita a pranzo:è un pranzo molto importante, i cui Commensali sono persone molto note e importanti del paese.
Sono molto contento di questo invito e mi preparo al meglio.
Arrivo all'ora di cena, la tavola è imbandita in modo ineccepibile, niente è fuori posto, i Commensali altrettanto, tutto è assolutamente perfetto.
Iniziano le portate, arriva anche un bel piatto di arrosti misti, inizio a mangiare, ma ritenendo le posate scomode e d'impaccio, mangio il contenuto del piatto con le mani...
Cosa credete che pensino i Commensali!
E nei confronti del Padrone di casa come appaio?...
Nient'altro che un perfetto “cafone”, altamente maleducato, irrispettoso nei confronti degli Ospiti e del Padrone di casa da non essere più invitato!…
E se questo è un comportamento sbagliato per ciò che riguarda la nostra convivenza con il nostro Prossimo, figuriamoci come il Signore possa sentirsi ed accettare il contegno nei Suoi confronti!

Non scherziamo, facendo gli ipocriti, pensateci e riflettete, soprattutto voi, Sacerdoti, Pastori del Signore!

Ogni scusa avalla la cattiva Fede e ogni pretesto giustifica una certa coscienza.

Ricordate il Miracolo Eucaristico della mula di Bonillo, a Rimini, che s’inginocchiò davanti all’Eucaristia che Sant’Antonio da Padova gli mise davanti, alla presenza di molta gente non credente?
Ebbene, da questo fatto abbiamo molto da imparare, soprattutto quei sostenitori della Comunione sulle mani… e sono tanti.
Dal Concilio Ecumenico Vaticano II sono scaturite tante anomalie, che non fanno certamente onore alla Chiesa e alla Sacralità dell’Eucaristia.

Molte persone mi hanno scritto, manifestando tutte le loro avversità ai quei Sacerdoti che “OBBLIGANO” i Fedeli a prendere la Santa Eucaristia sulle mani.
Nostro Signore, cari Sacerdoti, non obbliga nessuno a credere in Lui, a seguirLo e a fare ciò che Lui vuole!
Chi sono mai questi “pseudo Apostoli del Signore” che impongono ciò che la Chiesa ha, invece, reso facoltativo?
Rispettate assolutamente, cari Sacerdoti, la volontà del Cristiano, del Fedele e arricchitevi almeno di un po’ di buon senso o rileggetevi il Documento “Redemtionis Sacramentum”.


Se poi dovessi parlare dell’argomento che concerne i Ministri Straordinari Laici dell’Eucaristia, soprattutto donne, potrei dire tanto e di più.
Ho assistito a numerosissime Celebrazioni di Sante Messe, soprattutto domenicali, ed ho constatato come certi Sacerdoti danno il compito di distribuire la Santa Comunione a Ministri Straordinari, in assoluta assenza di “straordinarietà” che l’occasione richiedeva.
Mi spiego meglio: non sussisteva il fatto che la Celebrazione, a causa della distribuzione della Comunione, si prolungasse più del previsto.
Tanto è vero, nella maggior parte dei casi a cui ho assistito, il Celebrante aveva terminato molto tempo prima del Ministro o dei Ministri Straordinari, ed è andato a sedersi, pacifico, aspettando che la Comunione terminasse di essere distribuita.
Allora, posso dire, senza nessun timore o polemica: dov’è la Straordinarietà di un Ministro dell’Eucaristia?
Quando inizia e quando finisce?
Posso capire ed accettare che si porti l’Eucaristia negli Ospedali, nelle Case di Cura, a Domicilio per l’infermità del Cristiano o in altri casi veramente d’emergenza.
Ricordiamo, comunque, che un ammalato, un infermo a letto, gli fa sempre piacere la presenza di un Sacerdote e scambiare “quattro chiacchiere” o Confessarsi, cosa che non potrebbe fare con un Laico.

L’Eucaristia è un Dono incolmabile che il Signore ci ha concesso per stare con Lui, vicino a Lui, accordandoci la Sua Grazia.
Tutto questo “se” lo vogliamo e “se” lo desideriamo.
Il Signore, per tutta la durata della sua Predicazione terrena, ha sempre detto:
“Se farai… se vorrai… se Mi seguirai… se ti è lecito… se pregherai… se Mi ami ed osservi la Mia Parola… se… entrerai nel “Regno dei Cieli”.
Oggi, purtroppo, certi Politici e Laici, vogliono fare le cose senza i “se” e senza i “ma”.

Una parte della Politica, della Scienza, l’anti-Clericalismo, fanno del “Crocifisso” e dell’“Eucaristia” un argomento storico molto squallido e inconsistente.

Il Santo Curato d’Ars, parlando dell’Eucaristia, ripeteva spesso:
“Gesù è là!”.

Santa Teresa del Bambino Gesù, quando udiva dagli altri frasi come queste:
“Se fossi vissuto al tempo di Gesù Cristo… se avessi avuto la possibilità di conoscere nostro Signore e avessi parlato con Lui…” - rispondeva loro con fermezza:
“Ma Gesù non è Presente, Vivo e Reale nell’Eucaristia? Perché cercate altro?”.

Sant’Alfonso Maria de’ Liguori, quando sostava a lungo davanti all’Eucaristia, diceva:
“I Sovrani della Terra non sempre, né facilmente ci danno udienza; invece, il Re del Cielo, nascosto sotto i Veli Eucaristici, è pronto a ricevere chiunque…”.

Sant’Antonio da Padova affermava:
“Il Cristiano deve appoggiarsi alla Croce di Cristo, come il viandante si appoggia al bastone quando intraprende un lungo viaggio…”.

Sono certo che, se il Signore ritornasse su questo Mondo, oggi stesso, in Corpo, Anima e Divinità, e avessimo la Grazia di vederLo tutti, non avrebbe una buona accoglienza, perché… sarà nuovamente scomodo alle nostre coscienze, ai suoi Apostoli di oggi, ai Politici.
Riflettiamo e… capiremo perché.

Conoscere a fondo il Mistero del “Crocifisso” e della “Santa Eucaristia” è come conoscere il vero Amore Universale, la Pace, e anche la convivenza nel dolore.

“Crocifisso” ed “Eucaristia” sono i due “fari” che segnalano il “porto” della FEDE, sul cui “molo” ci attende, con fiducia, un “Signore”, che è il “SIGNORE”, il Quale ci ha sempre atteso, ci attende e ci attenderà con il suo Amore e con la sua Misericordia, nonostante, le condizioni del “mare”, su cui si svolge la nostra crociera terrena, marchino molte volte, burrasca e la “nave” su cui siamo saliti come dei semplici “passeggeri”, anziché essere un comodo Transatlantico, non è altro che una povera e misera “carretta” che solca il “mare” della nostra vita di tutti i giorni.


Piero FIORE